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10 Gennaio 2026, 17:58

L'intervista

Guido Garrone (Eolo): «E noi scommettiamo sul fiber-to-antenna»

L’innovativo sistema hi-tech mette nel mirino i comuni con meno di 10 mila abitanti

Guido Garrone (Eolo): «E noi scommettiamo sul fiber-to-antenna»

Guido Garrone, ceo Eolo (Giulia Palmigiani, Imagoeconomica)

Nel mondo delle telecomunicazioni moderne, per decenni si è parlato di sigle stranissime e impronunciabili: Ftth (Fiber to the home), Fttc (Fiber to the curb, o cabinet) e la «vecchia» Adsl (Asymmetric digital subscriber line). Quest’ultima è una tecnologia di trasmissione dati che permette l’accesso a internet attraverso la linea telefonica tradizionale, il famoso «doppino» in rame, ma è la più lenta in assoluto e non consente velocità elevate. Ha l’asimmetria della massima capacità di canale raggiungibile nei due versi di trasmissione: dall’utente alla rete (più bassa) e dal network al cliente finale (il downloading è sempre più alto).

I primi due acronimi riguardano invece la fibra. Ftth significa che il magico cavetto ottico arriva fino in casa, mentre Fttc vuol dire che il massimo della velocità si ferma al marciapiede (curb), in pratica agli «armadi» (cabinet) grigi dei gestori telefonici che vediamo per strada. Ci sono anche dei «bollini» per certificare la qualità del collegamento — obbligatori da qualche anno — che segnalano il tipo di connessione, anche se diversa dalla fibra: verde se il cavo hi-tech arriva in casa, giallo per gli altri.

Ma adesso il genio italico ha trovato la soluzione — detta in soldoni — che si potrebbe definire Ftta (Fiber to the antenna), in un modo forse un po’ tecnologicamente maccheronico. In termini tecnici, in realtà, si parla di connettività tramite tecnologia Fwa (Fixed wireless access), un sistema lanciato da Eolo, l’operatore fondato da Luca Spada e oggi controllato dal fondo svizzero Partners Group.

In sostanza è un sistema hi-tech che utilizza le onde radio per portare internet ultraveloce a famiglie, aziende o pubbliche amministrazioni nei piccoli paesi, spesso non raggiunti dalla fibra ottica. Si tratta di una soluzione pensata per quei comuni che altrimenti sarebbero colpiti dal «digital divide».

Nell’ultimo anno fiscale, chiuso a marzo 2025, i ricavi dell’azienda hanno toccato i 245 milioni di euro, in aumento del 4,1% sull’esercizio precedente, con un adjusted Ebitda (in sostanza il margine operativo lordo rettificato) di 140 milioni di euro e oltre 700 mila clienti. A fine ottobre 2025 Eolo ha lanciato un nuovo servizio Fwa di accesso al web in grado di raggiungere una velocità in download fino a 1 Gbps, del tutto paragonabile a quella della fibra nelle grandi città. Con questa nuova rete, già attiva in oltre 350 comuni e sviluppata con il supporto di partner hi-tech come Nokia, Zte, Mavenir, 6Wind, Thales e Qualcomm, l’azienda mira a integrare l’offerta investendo sul cliente con soluzioni performanti sotto ogni aspetto.

«L’evoluzione della rete Fwa di Eolo — dichiara il ceo Guido Garrone — segna un passo importante per lo sviluppo di un Paese in cui cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni abbiano realmente parità di accesso al web anche nelle zone più remote, permettendo a tutti di scegliere liberamente dove vivere, lavorare e studiare, grazie a una connessione di altissima qualità. Questa è la nostra missione. Siamo convinti che la tecnologia Fwa, per la sua complementarietà alla fibra ottica, rappresenti un elemento abilitante per la crescita del Paese, consentendo di recuperare, rapidamente e a costi sostenibili, i ritardi di copertura accumulati negli anni».

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