11 Gennaio 2026 | 23:27

Cerca

10 Gennaio 2026, 17:41

Il bicchiere

Il Trebbiano di Spagna secondo i Fratelli Raguzzoni

Dal podere di Campogalliano (Mo) arriva un bianco raro: sei filari oltre i cinquant’anni sulle ghiaie del Secchia. Vendemmia di metà ottobre, fermentazione in tonneau e un anno sulle fecce. Note saline e di agrumi maturi. Beva tesa e finale lungo per un calice fresco e ampio

Il Trebbiano di Spagna secondo i Fratelli Raguzzoni

C’è un Trebbiano di Spagna che a Modena corre sul filo della memoria e poi scarta verso un bianco asciutto e contemporaneissimo. È il Bianco della Sassola e, per i Fratelli Raguzzoni, vive in sei filari storici a Campogalliano (Mo). Uva poco generosa, resa corta, carattere nervoso: merce rara nei vigneti.

Qui i suoli alluvionali del Secchia, ghiaioso-sabbiosi e drenanti, portano radici profonde e grappoli concentrati. Il vigneto supera i cinquant’anni e testimonia un’epoca in cui i campi ospitavano più varietà, mescolate per necessità e senso contadino. Davide e Andrea Raguzzoni partono da lì e costruiscono un bianco che parla emiliano, con andamento e allungo salino-sapido.

In vigna si lavora a mano, con cassette piccole, per arrivare in cantina con frutto integro e acidità naturale. La vendemmia cade a metà ottobre. La pressatura resta soffice, si prende il mosto fiore e la fermentazione parte spontanea in tonneau di rovere francese. Seguono dodici mesi sulle fecce totali, con bâtonnage regolari e malolattica, così il vino prende spessore e una tessitura più distesa.

Nel bicchiere il Bianco della Sassola porta freschezza e profondità. Arrivano agrumi maturi, fiori bianchi, cenni di spezia, una scia salina che invita al secondo sorso. Servizio sui 10-12 gradi, calice ampio. Bottiglia da bere adesso e da seguire anche nel tempo, perché la spalla acida e la trama sulle fecce reggono bene qualche stagione.

Oggi su ItalyPost

logo USPI