Scrittura manuale, prossimo patrimonio per l’Unesco?
Laboratorio di calligrafia (© Shutterstock)
La bella scrittura non è solo una questione di estetica. E nemmeno un affare riservato ai nostalgici del calamaio e delle decine di pagine di quaderno che, alla scuola elementare, i bambini del secolo scorso dovevano riempire con lettere dell’alfabeto tutte uguali, precise e, appunto, belle da vedere. Ovviamente in corsivo. La bellezza del tratto e la scrittura corsiva, tuttavia, sono molto di più di una semplice tecnica. Tramandate da secoli e considerate parte integrante dell’evoluzione umana, rappresentano un patrimonio antropologico e culturale fondamentale. E, dicono studi scientifici e pedagogici, aiutano le abilità cognitive, favoriscono lo sviluppo della psicomotricità fine e della combinata lettura/scrittura. E il fatto di non coltivarle pare essere collegato a disturbi specifici dell’apprendimento, come la disgrafia, la dislessia e la discalculia.
È per questo che l’Unesco ha lanciato un progetto per tutelare la scrittura manuale in corsivo, minacciata dall’uso sempre più diffuso di tastiere e dispositivi digitali.
Il progetto si propone di proteggere la scrittura manuale corsiva su più livelli: culturale, educativo ed economico. L’obiettivo è recuperare il suo ruolo nell’istruzione, promuoverne la pratica continua durante la vita e valorizzarne l’immenso patrimonio storico, artistico e documentale. In Italia, la Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei deputati sta valutando una proposta di legge che istituisca una celebrazione annuale della scrittura manuale, supportata da un comitato interministeriale e da esperti del settore.
Parallelamente, si lavora all’istituzione della «Settimana della scrittura manuale», per sensibilizzare scuole e famiglie sull’importanza della calligrafia.
Carlo Nofri, presidente dell’Osservatorio nazionale sulla mediazione linguistica e culturale, ha commentato: «Rilanciare il corsivo nelle scuole è fondamentale, perché oggi rappresenta una vera emergenza educativa. Gli effetti negativi della sostituzione precoce del corsivo con lo stampatello e il digitale sono documentati dalla letteratura scientifica. Serve ora anche un supporto concreto per gli insegnanti, con corsi di aggiornamento professionale e strumenti metodologici sviluppati da esperti del gesto grafico».
Lo scorso 15 dicembre è poi partita una raccolta di firme per candidare la scrittura manuale in corsivo basata sull’alfabeto latino come patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. L’idea nasce da professionisti della scrittura manuale e ha ricevuto nuovo impulso con le «Indicazioni nazionali per il curricolo» per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione, pubblicate dal Ministero dell’istruzione. Per garantire un’educazione completa e armoniosa, è importante mantenere il corsivo accanto alle altre forme di scrittura, incluse quelle digitali.

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