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Chiara D'Ippolito

08 Gennaio 2026, 18:42

Cinema italiano, 2025 da spolvero. Un ruolo chiave a Cinema revolution

Diffusi i dati sul box office. Illustrati i numeri su incassi, presenze, composizione del pubblico italiano In testa al botteghino Checco Zalone con il suo recente Buen Camino

Cinema italiano, 2025 da spolvero. Un ruolo chiave a Cinema revolution

Checco Zalone sul set di "Buen camino" (Ansa, Medusa Film)

È l’immagine di un comparto solido, che resiste nonostante le difficoltà strutturali e il contesto internazionale complesso, quella che emerge dai dati ufficiali sul mercato cinematografico italiano e sul profilo del pubblico in sala nel 2025. Presentati ieri durante la consueta conferenza stampa Cinetel di inizio anno, i numeri confermano una sostanziale tenuta rispetto al biennio precedente.

Nel 2025, gli incassi al box office italiano hanno superato i 496,5 milioni di euro, a fronte di circa 68,3 milioni di biglietti venduti. Un risultato in linea sia con il 2024, che aveva fatto registrare un lieve incremento degli incassi pari allo 0,5 per cento e una flessione delle presenze del 2 per cento, sia con il 2023, chiuso con variazioni minime (+0,2 per cento di incassi e -3,2 per cento di presenze).

Determinante per il raggiungimento di questo risultato è stato il contributo del cinema di produzione nazionale, che ha proseguito il proprio percorso di crescita arrivando nel 2025 a rappresentare il 32,7 per cento degli incassi complessivi e il 33,3 per cento delle presenze. A tale proposito, il sottosegretario alla Cultura Lucia Bergonzoni ha parlato di «un mercato sano, che non solo sta reggendo ma sta crescendo. I problemi vengono dal prodotto internazionale, che è meno vincente rispetto agli anni scorsi. Questo va a incidere sulle presenze in sala».

Va anche detto che, in questo quadro positivo, un’iniziativa promozionale come Cinema Revolution è stata fondamentale. Per Bergonzoni, «ha funzionato e continua a funzionare. Anche quello va rivisto e gli va data una spinta nuova ma abbiamo dimostrato che non esistono periodi in cui la gente non va in sala: ad attirare è avere un buon prodotto da andare a vedere. Continueremo a investire nelle sale e a fare sempre più iniziative che vi portino le persone».

A condurre la pattuglia dell’esercito dei film italiani c’è, ovviamente, l'ultimo arrivato Buen Camino di Checco Zalone, che ha superato i 36 milioni di euro e i 4,4 milioni di presenze, risultando il miglior successo della produzione italiana nel 2025. Alle sue spalle si collocano Lilo & Stitch con 22,3 milioni di euro e 3,1 milioni di presenze, Follemente con 17,9 milioni e 2,4 milioni di biglietti venduti, Avatar: fuoco e cenere con 17,3 milioni di euro.

Un contributo rilevante ai risultati complessivi è arrivato anche dalla stagione estiva, che ha confermato l’esistenza di una domanda di cinema in sala nei mesi tradizionalmente più deboli, sostenuta dalle iniziative promozionali e di comunicazione come Cinema in Festa.

Pur risultando inferiore ai numeri eccezionali del 2024, quando i titoli in uscita avevano consentito di registrare il miglior trimestre giugno-agosto nella storia del box office italiano, l’estate 2025 ha comunque ottenuto il 12,1 per cento di incassi in più e lo 0,8 per cento di presenze in più rispetto alla media del triennio 2017-2019. A incidere sui numeri estivi e sull’andamento generale dell’anno è stata però un’offerta di prodotto internazionale meno ricca e meno incisiva in termini di box office rispetto al passato.

A rafforzare una prospettiva di fiducia verso il futuro arrivano infine i primi segnali del 2026: nella prima settimana dell’anno il fatturato segna un più 43 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre gli ingressi crescono del 36 per cento. Un avvio che conferma la capacità del sistema di intercettare il pubblico e che lascia intravedere margini di crescita per il cinema in sala.

Mario Lorini, presidente ANEC — Associazione nazionale esercenti cinema, ha commentato: «Le opere annunciate in arrivo e l’ottima partenza dei primi giorni del 2026 ci spingono a pensare che questa annata abbia le potenzialità giuste per esprimere il vero valore del nostro mercato e per portarci molto più vicino ai numeri del periodo pre-pandemico. Le sale cinematografiche restano centrali e acquisiscono maggior valore per l’industria».

Gli ha fatto eco Alessandro Usai, presidente ANICA — Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e digitali: «I dati Cinetel 2025 mostrano un mercato cinematografico complessivamente stabile, ma con dinamiche diverse: da un lato la crescita del prodotto italiano rispetto al 2024, dall’altro un calo significativo del prodotto internazionale, in particolare statunitense». Il cinema italiano conferma la sua forza.

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