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Chiara D'Ippolito

09 Gennaio 2026, 15:19

Hurbinek, le sue parole per il Giorno della Memoria

Hurbinek, le sue parole per il Giorno della Memoria

"La Tregua" di Primo Levi ha ispirato «Le parole di Hurbinek»

Assumersi la responsabilità delle parole e trasformare il Giorno della Memoria in un’occasione per riflettere sulla complessità storica e sul rapporto problematico tra passato e presente. Per non restare intrappolati nei pregiudizi e in discorsi retorici che rischiano di ridurre la commemorazione del 27 gennaio a discorsi solenni e retorici. È questa l’idea che ha visto la nascita di «Le parole di Hurbinek», la rassegna realizzata dalla Fondazione Teatri di Pistoia e curata dallo storico Massimo Bucciantini e da Marica Setaro.

Un progetto che prende ispirazione da La tregua di Primo Levi e dal bambino «che aveva tre anni e forse era nato in Auschwitz e non aveva mai visto un albero». E che, per la sua quarta edizione in partenza oggi, trasformerà la città in un vero e proprio laboratorio di riflessione intorno a parole — razza e discriminazione, belligeranza e disumanizzazione, genocidio e pulizia etnica — che «non dobbiamo avere paura di pronunciare», come ha spiegato Bucciantini durante la conferenza stampa di presentazione.

Costruito intorno alla parola «fuga», il programma prende avvio con l’anteprima dedicata a Davide Lerner e al suo saggio Il sentiero dei dieci. Una storia tra Israele e Gaza (Piemme). E si concluderà il 27 gennaio dopo dieci giorni di incontri, lectio magistralis, «lezioni civili», spettacoli teatrali e laboratori nelle scuole. Dieci giorni dunque, e non uno, perché bisogna arrivare «a ragionare non di una, ma di tante Giornate della Memoria», ha spiegato ancora Bucciantini.

Il 18 gennaio, il tema «noi fuggitivi» sarà declinato da Nicola Lagioia che, a proposito di «bellicismi intesi come malattia della specie», ripercorrerà 2500 anni di letteratura sulla guerra, dalla Genesi a Simone Weil. Il 19, al Teatro Manzoni, Toni Servillo porterà in scena, in esclusiva per la rassegna, il racconto di Isaac B. Singer Spinoza di via del Mercato.

Per il filone delle «lezioni civili», il 20 gennaio la scrittrice Igiaba Scego incontrerà gli studenti, seguita, il 21, da Laura Fontana, storica e consulente scientifica del Mémorial de la Shoah di Parigi, che terrà un incontro dal titolo «Fuga dalla realtà? Fotografie della Shoah che mentono (o forse no)» e, il 23, da Tommaso Greco, professore di filosofia del diritto all’Università di Pisa, che parlerà di «Fuga dalla logica della guerra». E siccome la musica non è seconda alle parole, il 24 si parlerà di Django Reinhardt attraverso testi, filmati, immagini e momenti d’ascolto guidati da Francesco Martinelli.

Infine, dopo Paola Caridi che, il 26, porrà al pubblico la domanda «Si può classificare l’orrore?» nell’incontro «Gaza è Auschwitz. Non è Auschwitz. Non è meno di Auschwitz», sarà Massimo Cacciari a mettere il sigillo finale sulla rassegna con la lectio «Impotenza della parola».

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