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01 Dicembre 2025, 16:43

Indicazione geografica, l'Ue estende le protezioni anche all'artigianato

Vetro di murano in lavorazione

Vetro di murano in lavorazione

Dal 1° dicembre 2025 l’Unione Europea apre ufficialmente la registrazione dei nomi dei prodotti artigianali e industriali all’interno del nuovo sistema delle indicazioni geografiche, estendendo per la prima volta a questo settore una tutela finora riservata quasi esclusivamente ai prodotti agroalimentari. È un passaggio atteso da anni, che permetterà a soffiatori di vetro, ceramisti, coltellinai, gioiellieri e ad altri artigiani europei di proteggere opere la cui qualità è inseparabile dal territorio in cui nascono. «Trasformiamo il patrimonio in opportunità», spiegano a Bruxelles, sottolineando come la nuova cornice normativa rafforzerà identità culturali radicate e, allo stesso tempo, combatterà in modo più efficace le contraffazioni.

La protezione riguarderà creazioni iconiche come il vetro di Boemia, la porcellana di Limoges, i coltelli di Solingen o il tweed del Donegal, esempi di eccellenza che hanno costruito nel tempo un valore riconosciuto a livello internazionale. La Commissione sostiene che il sistema aiuterà a “salvaguardare competenze tradizionali e sostenere l’occupazione locale”, offrendo ai consumatori maggiori garanzie di autenticità. Ogni produttore potrà presentare domanda attraverso un’associazione riconosciuta o in modo individuale, allegando un disciplinare che specifichi nome, processo produttivo e area geografica. «Serve un legame chiaro e verificabile con il territorio», ribadiscono fonti dell’esecutivo europeo.

La procedura seguirà due livelli: una prima valutazione nazionale, comprensiva di eventuali opposizioni, e una successiva revisione dell’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, incaricato della decisione finale. Alcuni Stati membri – Danimarca, Finlandia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi e Svezia – hanno ottenuto una deroga che permette ai produttori di rivolgersi direttamente all’EUIPO. L’intero sistema, denominato CIGI, sarà operativo con linee guida e materiali disponibili sul portale dedicato. «Vogliamo procedure chiare e accessibili, soprattutto per le piccole realtà», assicura l’ufficio.

Il nuovo regolamento, adottato nel 2023, si ispira al modello agricolo che oggi tutela oltre 3.600 denominazioni e genera circa 75 miliardi di euro l’anno. Con l’avvio delle registrazioni, le indicazioni geografiche nazionali già esistenti cesseranno di essere valide dal dicembre 2026. In caso di rischi per l’ordine pubblico o per le relazioni commerciali dell’UE, la Commissione potrà intervenire direttamente. L’obiettivo è valorizzare la tradizione europea senza chiuderla nel passato, offrendo alle comunità locali uno strumento in più per costruire futuro.

BOX:

Nuove indicazioni
geografiche UE 2025
Tutela arti locali
Registro dal 1° dicembre
EUIPO valuta domande
Deroghe per sette Paesi
Stop norme locali nel '26

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