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Irene Vanni

01 Dicembre 2025, 19:06

Transizione 5.0, il governo rilancia dopo le polemiche: «Nuova versione attiva da gennaio»

Il ministro Urso annuncia la nuova Transizione 5.0 operativa da gennaio, dopo le tensioni sui fondi esauriti. Promessi criteri più chiari per l'assegnazione dei fondi

Transizione 5.0, il governo rilancia dopo le polemiche: «Nuova versione attiva da gennaio»

GIANCARLO GIORGETTI, MINISTRO DEL MEF, ADOLFO URSO, MINISTRO DEL MIMIT, TOMMASO FOTI, MINISTRO AFFARI EUROPEI E PNRR

Dopo settimane di tensioni per l’esaurimento anticipato dei fondi, arrivano le dichiarazioni del governo per rassicurare le imprese. Intervenendo in videocollegamento all’evento di Anima Confindustria a Milano, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato che la nuova Transizione 5.0 sarà operativa già da gennaio, assicurando continuità all’incentivo che aveva registrato una corsa finale molto più rapida del previsto.

Il piano, pensato per sostenere investimenti in digitalizzazione, efficientamento energetico e processi produttivi avanzati, ha totalizzato 4,8 miliardi di prenotazioni per la componente 5.0 e 2,3 miliardi per Industria 4.0, superando complessivamente i 7 miliardi di euro. Un risultato che il ministro ha definito «segno della crescente appetibilità dello strumento», ricordando come nella fase iniziale fosse stato accolto «con diffidenza». Tuttavia, la saturazione dei fondi in poche settimane ha alimentato le proteste di molte imprese rimaste escluse, che lamentano l’impossibilità di pianificare investimenti complessi dentro finestre temporali così ristrette.

Le associazioni di categoria avevano segnalato inoltre la difficoltà di orientarsi tra criteri tecnici e tempi di presentazione delle domande, chiedendo al governo una maggiore prevedibilità rispetto agli incentivi, in particolare su quelli legati alla transizione energetica. Alcune organizzazioni avevano parlato apertamente di «click day mascherato», sottolineando come la velocità di prenotazione abbia favorito chi era già pronto con progetti avviati da mesi, lasciando indietro soprattutto le imprese più piccole.

Urso ha provato a smorzare le critiche, garantendo che la nuova versione della misura sarà resa immediatamente disponibile, così da evitare periodi di vuoto regolatorio. Nessun dettaglio è stato anticipato sulle eventuali modifiche dei criteri, né sull’ammontare delle nuove risorse, tema su cui il mondo produttivo attende chiarimenti. L’unico impegno pubblico, al momento, riguarda l’intenzione del Mimit di rendere il meccanismo più lineare e comprensibile rispetto alla prima applicazione.

A margine del suo intervento, il ministro ha richiamato anche un dossier industriale chiuso nelle stesse ore: il caso La Perla, marchio storico della lingerie. Con la firma dei contratti e il rientro in azienda di tutte le lavoratrici e i lavoratori, la lunga vertenza si avvia alla conclusione. Urso ha definito il risultato «la chiusura di una battaglia complessa», seguita dal ministero fin dal primo istante, ma senza ulteriori commenti su eventuali sviluppi industriali del marchio.

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