11 Gennaio 2026 | 23:30

Cerca

Camilla Consonni

01 Dicembre 2025, 19:45

Il fondo canadese Brookfield compra Fosber. Il gruppo del cartone ondulato vale 900 mln

L'azienda lucchese è stata valutata 12 volte l’Ebitda. Dal ‘14 era di proprietà del gruppo cinese Dongfang. In 8 anni ricavi triplicati

Il fondo canadese Brookfield compra Fosber. Il gruppo del cartone ondulato vale 900 mln

Bobine di cartone

Fosber, uno dei principali produttori mondiali di macchine per cartone ondulato, passa sotto il controllo del fondo canadese Brookfield Asset Management, che la acquisterà dal gruppo cinese quotato Dongfang Precision. L’accordo è stato valutato circa 900 milioni di dollari, equivalenti a circa 12 volte l’Ebitda previsto per il 2024, e sarà realizzato tramite il veicolo Brookfield Capital Partners. La struttura dell’operazione prevede un investimento complessivo di 480 milioni di dollari in equity, di cui circa 170 milioni a carico di Brookfield Business Partners, mentre il closing è atteso nel 2026, subordinato alle necessarie autorizzazioni regolamentari nei vari Paesi coinvolti.

L’acquisizione si inserisce nella strategia di Brookfield di puntare su aziende industriali europee con solidi risultati operativi, forte presenza internazionale e significativo potenziale di crescita, in settori chiave per la produzione e la logistica globale. Per Fosber, l’ingresso di Brookfield rappresenta non solo un cambio della compagine proprietaria, ma anche un riconoscimento del valore e della leadership tecnologica costruiti in oltre quarant’anni di attività. L’operazione conferma inoltre l’attrattività del comparto delle macchine per cartone ondulato a livello mondiale, in un mercato trainato dall’espansione dell’e-commerce, dall’automazione dei processi produttivi e dalla crescente domanda di soluzioni efficienti e tecnologicamente avanzate.

Fondata nel 1978 a Lucca da quattro imprenditori locali, la piccola azienda inizialmente chiamata Macchinari Fosber produceva impianti per la movimentazione del cartone. Nel corso degli anni, l’impresa si è trasformata in Fosber Group, un player globale con 400 milioni di euro di ricavi, circa 1.200 dipendenti, e presenze in Italia, Cina (che copre anche il Sudest asiatico) e Nord America, dove la filiale conta 220 dipendenti e una quota di mercato del 67%. L’internazionalizzazione, insieme ad acquisizioni mirate nel comparto degli ondulatori e continui investimenti in ricerca e sviluppo, ha permesso a Fosber di costruire un portafoglio integrato di soluzioni che combinano meccanica, elettronica e software industriale. Negli ultimi anni, la crescita è stata favorita anche dalla pandemia, che ha spinto l’e-commerce e incrementato la domanda di imballaggi.

Dal 2014 Fosber è di proprietà del gruppo cinese quotato Dongfang Precision. A guidarla è Marco Bertola, entrato in azienda nel 1998 come montatore meccanico. Dopo il servizio militare diventò disegnatore meccanico, ricoprendo successivamente ruoli di sempre maggiore responsabilità fino al 2015, quando guidò la fase di startup della filiale cinese. Tornato in Italia dopo la pandemia, nel 2022 è stato nominato prima direttore generale, poi amministratore delegato.

Oggi Fosber conta stabilimenti e filiali in Italia, Stati Uniti e Cina, servendo produttori di scatole in tutto il mondo. La gamma comprende linee complete ad alta velocità, sistemi avanzati di manutenzione e soluzioni digitali per monitoraggio e assistenza remota, incluse piattaforme proprietarie di intelligenza artificiale per la gestione predittiva delle macchine. L’azienda impiega 792 persone, contro le 397 del 2016, con ricavi pro capite in aumento da 367 mila a 489 mila euro, segno di maggiore produttività e organizzazione tecnologica.

I numeri del 2024 confermano solidità e valore: i ricavi consolidati raggiungono 381,2 milioni di euro, in lieve crescita rispetto ai 378,7 milioni del 2023 e quasi triplicati dai 144,3 milioni del 2016. L’Ebitda sale a 77,5 milioni (+35% sul 2023), con una marginalità lorda in aumento dal 15% al 20%, a indicare efficienza produttiva e capacità di valorizzare l’offerta lungo tutta la catena del valore. L’utile netto 2024 raggiunge 56,1 milioni di euro, +59% rispetto ai 35,4 milioni del 2023 e più che triplicato dai 12,1 milioni del 2016, grazie all’aumento dei volumi, margini più solidi e contributi positivi della gestione finanziaria (proventi netti per circa 3,5 milioni di euro). Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto consolidato ammonta a 167 milioni, con un totale attivo stabile a 296,9 milioni e una posizione finanziaria netta positiva di 50,1 milioni, confermando la capacità dell’azienda di generare flussi di cassa robusti.

Oggi su ItalyPost

logo USPI