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Damiano Manfrin

01 Dicembre 2025, 20:01

La Perla riparte con Kern, salvi i 220 posti. Dopo due anni si chiude la vertenza

Rilancio completato, tutte rientrano ora. Kern guida rinascita. Capitale umano forte. Qualità e diritti ok. Fine di due anni duri. Sindacati soddisfatti. Atelier assorbe tutti. Stabilimento riparte. Modello lavoro etico. Futuro più sereno ora

La Perla riparte con Kern, salvi i 220 posti. Dopo due anni si chiude la vertenza

Le lavoratrici de La Perla

Il ritorno al lavoro delle maestranze di La Perla segna oggi la fine di una delle vertenze più complesse degli ultimi anni per il settore moda italiano. Con la firma degli ultimi contratti, tutte le 220 lavoratrici e i lavoratori entrano in La Perla Atelier, la nuova società controllata da Luxury Holding del magnate statunitense Peter Kern, già alla guida di Expedia. È un passaggio che chiude oltre due anni di incertezze, segnati da sacrifici e da un confronto istituzionale che ha coinvolto ministeri, tavoli tecnici e perfino il Parlamento europeo. A convincere il nuovo investitore è stato soprattutto il valore del capitale umano custodito nello stabilimento bolognese: un sapere artigianale affinato in decenni, capace di trasformare la corsetteria di lusso in un prodotto riconosciuto a livello internazionale. Filctem-Cgil e Uiltec-Uil ricordano come le lavoratrici abbiano retto all’urto della crisi che stava smontando l’azienda pezzo per pezzo, rifiutando l’idea che una tradizione così radicata potesse essere cancellata dalla speculazione finanziaria. La mobilitazione, spiegano i sindacati, non ha difeso solo il posto di lavoro, ma la dignità di un mestiere antico, difficilmente replicabile in un mercato globale. Il salvataggio, fondato sulla creazione della nuova società e sulla riassunzione di tutto il personale, apre ora una fase diversa. Kern eredita un laboratorio considerato un unicum nel panorama europeo e punta al rilancio con investimenti mirati, nuove collezioni e un riposizionamento del marchio sui mercati internazionali. La Perla diventa così, affermano i sindacati, un caso opposto rispetto a molte cronache della moda, spesso segnate da sfruttamento e lavoro irregolare: qui qualità, diritti e salari restano al centro del modello industriale. La rinascita dello stabilimento dimostra che produrre alto valore mantenendo condizioni eque non è un’utopia. Per il territorio, l’impatto sociale è rilevante: la conferma dei posti di lavoro preserva un presidio storico e rafforza un comparto ancora ricco di potenzialità. Il deputato Pd Andrea De Maria parla di “successo collettivo” e del risultato di una collaborazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni. Ora la sfida passa alla gestione industriale e al piano di rilancio che il nuovo gruppo definirà nei prossimi mesi, ma oggi, dopo tanta attesa, per le maestranze di La Perla è il giorno in cui la paura lascia spazio alla concreta speranza di un futuro solido. Ora la sfida passa alla gestione industriale e al piano di rilancio che il nuovo gruppo definirà nei prossimi mesi, dopo tanta attesa dopo tanta attesa.

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