Nord Ovest cresce, Pil su a 225 mld. «Polo strategico»
Nel 2024 cresce l'economia dell’area. Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta valgono il 10,3% del Pil del Paese. Scendono le esportazioni a 69 mld. Bertolino (Unioncamere Piemonte): «Economia attiva in tutti i settori»
La Morra Cuneo
Il Nord Ovest italiano si conferma un territorio chiave per l’economia del Paese. La relazione «Le cifre chiave del Piemonte 2025» di Unioncamere Piemonte evidenzia come la macroregione composta da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta abbia generato nel 2024 un Pil di quasi 225 miliardi di euro, pari al 10,3% del totale nazionale e in aumento del 2,7% sull’anno precedente. Gli occupati raggiungono quota 2,5 milioni, in crescita del 2,2% su base annua, mentre il numero delle imprese registrate registra una lieve contrazione dello 0,6%.
Il contesto internazionale, segnato dal rallentamento del commercio mondiale, ha inciso sulle esportazioni dell’area, scese a 69 miliardi di euro (-7% rispetto al 2023). Nonostante ciò, il Nord Ovest mantiene un ruolo di primo piano nei flussi con l’estero, contribuendo all’11,1% dell’export italiano. Il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia, definisce questi dati «la fotografia di un’economia attiva in tutte le sue componenti», capace di competere sui mercati globali e di «reagire alle crisi con capacità di adattamento».
Il Piemonte mostra risultati superiori alla media nazionale: il suo Pil sfiora i 161 miliardi di euro, cresce del 2,9% nel 2024 e rappresenta il 7,1% del totale italiano. L’occupazione aumenta del 3%, con una composizione del 55,3% di uomini e del 44,7% di donne. Il tasso di occupazione sale dal 67,1 al 69%, mentre i disoccupati diminuiscono di 12 mila unità, mantenendosi sotto la media del Paese. Paolo Bertolino, segretario Unioncamere: «La sfida è anticipare i trend e costruire una crescita durevole e inclusiva»
A livello settoriale emerge una flessione dell’industria, compensata dall’andamento positivo di agricoltura, edilizia e servizi, sostenuti soprattutto dalla domanda interna. «Gli ultimi dati trimestrali – osserva ancora Coscia – mostrano segnali di ripresa dopo una fase di stagnazione, con prospettive incoraggianti purché si attenuino le tensioni geopolitiche».
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l’assessore alle attività produttive, Andrea Tronzano, sottolineano come la regione «consolidi una traiettoria di crescita solida, con più occupati, meno disoccupazione e una maggiore partecipazione al mercato del lavoro». Secondo entrambi, lo sviluppo prosegue puntando su capitale umano, innovazione e competitività delle imprese.
Tra i temi centrali del rapporto emerge la digitalizzazione: solo il 9% delle imprese manifatturiere piemontesi utilizza tecnologie di intelligenza artificiale, mentre un ulteriore 8% prevede di adottarle entro un anno. Il 61% degli imprenditori indica come principale ostacolo la mancanza di competenze necessarie per integrare l’IA nei processi produttivi.

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