Macchine utensili, crolla l’Europa. Giù produzione, consumi e quota di mercato
Cala ancora la produzione: -9,2% nel 2024 e -8,5% previsto nel 2025. Scendono anche consumi (-17,1% nel ‘24) e ordini (-16%). E la quota Ue sul mercato mondiale passa dal 37% al 31% in 5 anni
L’industria europea delle macchine utensili sta affrontando una delle fasi più critiche degli ultimi anni. L’appello di Cecimo, l’associazione europea delle tecnologie di produzione, non lascia spazio a dubbi: il settore registra cali significativi di produzione, consumi e ordini, segnali di una pressione crescente su tutta la filiera manifatturiera avanzata del continente. La produzione europea di macchine utensili è calata del 9,2% nel 2024, con una previsione di ulteriore contrazione dell’8,5% nel 2025. E la quota dell’Europa sul mercato mondiale è scesa al 31%, dal 37% del 2019.
I consumi seguono lo stesso trend: nel 2024 sono calati del 17,1% e per il 2025 si prevede un ulteriore -5,2%, con la quota dell’Europa sui consumi globali scesa al 20,8%, rispetto al 25,2% del 2023. Anche gli ordini, indicatore chiave della salute del settore, mostrano una flessione significativa. Nei paesi Cecimo8 – Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito – gli ordini interni sono diminuiti del 18% nel 2023 e del 12% nel 2024, mentre gli ordini esteri hanno registrato cali rispettivamente dell’8% nel 2023 e del 16% nel 2024. Complessivamente, il totale degli ordini in questi paesi è sceso dell’11% nel 2023 e del 12% nel 2024, evidenziando una debolezza diffusa su tutti i principali segmenti di mercato, sia all’interno dell’Europa sia nei mercati extra UE.
Negli ultimi anni, una combinazione di shock globali – pandemia, rallentamento economico, inflazione, instabilità geopolitica, tensioni commerciali e interruzioni nelle catene di fornitura – ha eroso la posizione del settore europeo. Pur dimostrando resilienza e capacità di adattamento, i costruttori di macchine utensili si trovano oggi con margini molto ridotti per affrontare nuovi shock e mantenere la leadership sui mercati mondiali.
Perché la crisi non è solo ciclica. E a queste difficoltà si sommano fattori strutturali. L’aumento dei costi operativi, gli oneri amministrativi e le difficoltà di accesso ai finanziamenti limitano gli investimenti in innovazione e ammodernamento degli impianti. La trasformazione digitale procede lentamente e la competitività internazionale dell’Europa si riduce, soprattutto rispetto ai concorrenti asiatici.
Il direttore generale di Cecimo, Filip Geerts, ha lanciato l’allarme: «La spina dorsale della manifattura europea è sotto pressione». Ma è stato il presidente Francois Duval a rincarare la dose: «Il declino del settore rappresenta non solo una minaccia per la sua stessa sopravvivenza, ma anche un rischio per la competitività industriale e la sovranità tecnologica dell’Europa».
Secondo Cecimo, i costruttori europei di macchine utensili sono pilastri fondamentali dell’ecosistema industriale europeo, contribuendo alla reindustrializzazione, all’aggiornamento tecnologico e alla diffusione di innovazioni nei settori a valle. Senza interventi mirati di politica industriale, l’Europa rischia di perdere la leadership globale nel settore nei prossimi anni. Solo con azioni immediate e coordinate sarà possibile tutelare il futuro industriale europeo, preservare la leadership tecnologica e mantenere l’Europa come polo globale della manifattura avanzata, sostenibile e resiliente.

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