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Camilla Consonni

03 Dicembre 2025, 18:18

Macchine utensili, crolla l’Europa. Giù produzione, consumi e quota di mercato

Cala ancora la produzione: -9,2% nel 2024 e -8,5% previsto nel 2025. Scendono anche consumi (-17,1% nel ‘24) e ordini (-16%). E la quota Ue sul mercato mondiale passa dal 37% al 31% in 5 anni

Crisi profonda per le macchine utensili. «Ue rischia di perdere leadership»

L’industria europea delle macchine utensili sta affrontando una delle fasi più critiche degli ultimi anni. L’appello di Cecimo, l’associazione europea delle tecnologie di produzione, non lascia spazio a dubbi: il settore registra cali significativi di produzione, consumi e ordini, segnali di una pressione crescente su tutta la filiera manifatturiera avanzata del continente. La produzione europea di macchine utensili è calata del 9,2% nel 2024, con una previsione di ulteriore contrazione dell’8,5% nel 2025. E la quota dell’Europa sul mercato mondiale è scesa al 31%, dal 37% del 2019. 

I consumi seguono lo stesso trend: nel 2024 sono calati del 17,1% e per il 2025 si prevede un ulteriore -5,2%, con la quota dell’Europa sui consumi globali scesa al 20,8%, rispetto al 25,2% del 2023. Anche gli ordini, indicatore chiave della salute del settore, mostrano una flessione significativa. Nei paesi Cecimo8 – Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera e Regno Unito – gli ordini interni sono diminuiti del 18% nel 2023 e del 12% nel 2024, mentre gli ordini esteri hanno registrato cali rispettivamente dell’8% nel 2023 e del 16% nel 2024. Complessivamente, il totale degli ordini in questi paesi è sceso dell’11% nel 2023 e del 12% nel 2024, evidenziando una debolezza diffusa su tutti i principali segmenti di mercato, sia all’interno dell’Europa sia nei mercati extra UE.

Negli ultimi anni, una combinazione di shock globali – pandemia, rallentamento economico, inflazione, instabilità geopolitica, tensioni commerciali e interruzioni nelle catene di fornitura – ha eroso la posizione del settore europeo. Pur dimostrando resilienza e capacità di adattamento, i costruttori di macchine utensili si trovano oggi con margini molto ridotti per affrontare nuovi shock e mantenere la leadership sui mercati mondiali.

Perché la crisi non è solo ciclica. E a queste difficoltà si sommano fattori strutturali. L’aumento dei costi operativi, gli oneri amministrativi e le difficoltà di accesso ai finanziamenti limitano gli investimenti in innovazione e ammodernamento degli impianti. La trasformazione digitale procede lentamente e la competitività internazionale dell’Europa si riduce, soprattutto rispetto ai concorrenti asiatici.

Il direttore generale di Cecimo, Filip Geerts, ha lanciato l’allarme: «La spina dorsale della manifattura europea è sotto pressione». Ma è stato il presidente Francois Duval a rincarare la dose: «Il declino del settore rappresenta non solo una minaccia per la sua stessa sopravvivenza, ma anche un rischio per la competitività industriale e la sovranità tecnologica dell’Europa». 

Secondo Cecimo, i costruttori europei di macchine utensili sono pilastri fondamentali dell’ecosistema industriale europeo, contribuendo alla reindustrializzazione, all’aggiornamento tecnologico e alla diffusione di innovazioni nei settori a valle. Senza interventi mirati di politica industriale, l’Europa rischia di perdere la leadership globale nel settore nei prossimi anni. Solo con azioni immediate e coordinate sarà possibile tutelare il futuro industriale europeo, preservare la leadership tecnologica e mantenere l’Europa come polo globale della manifattura avanzata, sostenibile e resiliente.

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