Vulcan Energy punta sul litio tedesco, 2,6 mld per il più grande impianto Ue
Via al finanziamento, 90% dei contratti coperti. Produzione nel ’28 da 500mila batterie l’anno
Batterie al litio
Vulcan Energy ha siglato un pacchetto di finanziamento da 2,56 miliardi di euro per il progetto Lionheart, destinato a diventare il più grande impianto europeo di produzione di litio. La struttura sarà in grado di rifornire circa 500 mila batterie per veicoli elettrici all’anno già nella prima fase operativa. Con il via libera ai fondi, l’azienda australiana può finalmente avviare i lavori in Germania, dopo ripetuti rinvii.
La struttura finanziaria combina debito, sovvenzioni pubbliche, investimenti azionari e un aumento di capitale fino a 603 milioni, a un prezzo fissato di 2,24 euro per azione. Il pacchetto è sostenuto da istituzioni europee e tedesche, Banca europea per gli investimenti, cinque agenzie di credito all’esportazione e sette banche commerciali.
L’operazione arriva in un mercato del litio fortemente volatile, segnato da un calo dei prezzi che ha rallentato investimenti e messo in discussione numerosi progetti a livello globale. Ciononostante, Vulcan prevede di produrre circa 24 mila tonnellate annue di idrossido di litio nel primo decennio di attività, per il 90% già assicurata tramite contratti di fornitura a lungo termine. Tra i principali clienti figurano Stellantis, Umicore e Glencore, in linea con la strategia europea di diversificazione delle materie prime critiche rispetto alla Cina.
La produzione, inizialmente prevista per il 2023 e poi spostata al 2025, è quindi ora attesa per il 2028. Tuttavia, la dinamica dei prezzi resta un fattore cruciale: a fine ottobre, il carbonato di litio si attestava poco sotto i 10 mila euro a tonnellata, rispetto a oltre 70 mila euro del 2023.
Il progetto Lionheart si colloca anche all’interno delle strategie industriali ed energetiche della Germania, che ha stanziato 150 milioni dal fondo speciale per le materie prime a sostegno dell’iniziativa nella Fossa Renana. La prima fase prevede un impianto di estrazione nel Palatinato meridionale e uno di lavorazione nel parco industriale di Francoforte-Hoechst, con l’obiettivo di costruire una catena del valore del litio completamente tedesca.
Anche Bruxelles considera il progetto un tassello chiave della strategia europea per la sicurezza economica e l’autonomia nelle forniture critiche. La Commissione europea intende coordinare meglio gli strumenti esistenti, accelerare le autorizzazioni per i progetti rilevanti e mobilitare fino a 3 miliardi nei prossimi dodici mesi, riducendo la dipendenza dell’Ue da pochi fornitori esteri. Tra i progetti prioritari figurano anche iniziative come l’estrazione di molibdeno in Groenlandia, supportate da meccanismi di aggregazione della domanda, scorte congiunte e un rafforzamento delle capacità di riciclo.

Turchia sempre più forte
I tre pilastri dell’avanzata
di Alessandro Arduino
Mentre l’Europa resta assorbita dall’ansia per l’invasione russa dell’Ucraina e dall’ipotesi, fino a poco tempo fa impensabile, di una ...