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Simone Matteis

05 Dicembre 2025, 16:12

Emissioni industria e rifiuti, dalla Ue norme più semplici

Tagli di 1 mld l’anno con il nuovo omnibus. Legge anti-deforestazione rinviata al 2026

Commissione europea

Commissione Europea - Palazzo Berlaymont

La Commissione europea ha diffuso questa mattina la bozza del nuovo “omnibus ambiente”, un pacchetto di semplificazione normativa pensato per ridurre di un miliardo di euro l’anno gli oneri amministrativi che pesano sulle imprese e per snellire un quadro legislativo considerato ormai eccessivamente stratificato. L’iniziativa, che verrà presentata ufficialmente il prossimo 10 dicembre, arriva insieme al rinvio ufficiale dell’Eudr, il regolamento anti-deforestazione, la cui applicazione slitta al 2026-2027. Due interventi che mostrano la volontà di Bruxelles di alleggerire la pressione burocratica senza rinunciare agli obiettivi climatici, rispondendo alle richieste dell’industria europea, composta al 99% da Pmi, e alle pressioni dei governi preoccupati per la competitività rispetto a Stati Uniti e Asia. Il fulcro dell’omnibus è la revisione della direttiva sulle emissioni industriali: invece di sistemi di gestione ambientale separati per ogni impianto, sarà possibile adottarne uno unico a livello aziendale, riducendo duplicazioni e costi. Verranno eliminati obblighi ritenuti poco utili, come inventari chimici e piani di trasformazione, mentre si accelereranno le autorizzazioni per tecnologie di decarbonizzazione come combustione a ossigeno e idrogeno. Semplificazioni mirate interesseranno anche zootecnia e acquacoltura, settori dominati da piccole imprese. Nell’economia circolare, Bruxelles propone l’abolizione dell’obbligo di fornire dati al database Scip e una maggiore flessibilità nei regimi di responsabilità estesa del produttore, eliminando la figura del rappresentante autorizzato e alleggerendo la rendicontazione. A beneficiarne saranno imballaggio, elettronica, tessile, batterie e data center. Sul fronte dei dati geospaziali, la direttiva Inspire sarà riallineata alle norme sugli Open Data per facilitare l’accesso a informazioni territoriali cruciali per logistica, rinnovabili e infrastrutture.

Un tema, quello della semplificazione, che si intreccia direttamente con il secondo rinvio consecutivo delle norme Eudr: impedire l’ingresso nel mercato Ue di prodotti legati alla deforestazione tramite obblighi di due diligence su filiere come cacao, caffè, palma da olio, gomma e legno. La dichiarazione di due diligence spetterà solo agli operatori che immettono per primi i prodotti sul mercato, mentre micro e piccoli operatori potranno utilizzare procedure semplificate. Il rinvio consentirà anche di migliorare i sistemi informatici europei, considerati una delle principali criticità operative dalle amministrazioni nazionali. Politicamente, sia l’omnibus sia il rinvio dell’Eudr hanno ottenuto un ampio sostegno in Consiglio e Parlamento, mentre le forze ecologiste temono un indebolimento del Green Deal. Le imprese chiedono invece linee guida applicative chiare per evitare incertezze. «Le nuove regole puntano a essere più semplici per le imprese, mantenendo al tempo stesso una forte azione contro la deforestazione globale», ha dichiarato la commissaria all’Ambiente, Jessika Roswall. Il miliardo di risparmi previsti potrebbe ridurre sensibilmente i costi di compliance per le Pmi e liberare risorse per innovazione e investimenti, in un contesto in cui la prevedibilità normativa è decisiva per la competitività del Vecchio Continente.

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