11 Gennaio 2026 | 23:30

Cerca

Damiano Manfrin

05 Dicembre 2025, 18:40

Ex Ilva, stop al piano di chiusura. I sindacati rimuovono i presìdi

Ritirato il piano di chiusura degli impianti a Taranto e Genova, si allentano i presìdi. Resta il nodo acquirenti

Ex Ilva, stop al piano di chiusura. I sindacati rimuovono i presìdi

Il ritiro del piano di chiusura degli impianti e della cassa integrazione straordinaria riapre uno spiraglio nella lunga crisi dell'ex Ilva. «Il piano della chiusura e della cassa integrazione è stato completamente ritirato» ha dichiarato Michele Emiliano dopo il vertice al Mimit, precisando che resta assicurato il flusso di coils da Taranto verso Genova, garanzia essenziale per tenere in moto Cornigliano. «Questo tranquillizza sindacato e lavoratori» ha aggiunto il governatore uscente, ribadendo che la decarbonizzazione procede e che, in assenza di un acquirente privato, «lo Stato deve assumere la responsabilità della gestione».

A Genova la notizia è arrivata come una liberazione. Nel presidio di Cornigliano, dopo cinque giorni di sciopero, il clima si è capovolto. Le immagini dei lavoratori in festa all'esterno dello stabilimento riflettono il sollievo per l'impegno del commissario a far ripartire la linea dello zincato con 24mila tonnellate di acciaio già programmate per la lavorazione, mantenendo i livelli occupazionali. «Sul zincato abbiamo i numeri per arrivare a febbraio» ha spiegato Armando Palombo della Fiom, annunciando la rimozione del presidio e il ritorno alla piena attività con 585 persone al lavoro, 280 in cassa e 70 in formazione.

Anche la sindaca di Genova Silvia Salis parla di «boccata d'ossigeno», ricordando però che resta aperta la partita del nuovo piano industriale e la necessità di garantire continuità produttiva e salariale. Dal Mimit il ministro Urso ha confermato che «non vi è alcun piano di chiusura» e che la riduzione dei flussi di coils verso il Nord è solo temporanea, legata ai lavori di manutenzione in vista della ripresa produttiva, con la disponibilità del governo a intervenire con risorse pubbliche se necessario.​

I sindacati salutano l'esito come un risultato, ma restano in attesa di una convocazione da Palazzo Chigi per blindare il rilancio industriale di tutto il gruppo. Nel frattempo, il governo accelera la ricerca di un acquirente privato per l'ex Ilva, processo che rappresenta la vera sfida per il futuro dell'acciaieria tarantina. Dopo il ritiro degli azeri di Baku Steel nel settembre 2025, tra i principali operatori in campo figurano il fondo statunitense Bedrock Industries, e Flacks Group in cordata con i slovacchi di Steel Business Europe.

Oggi su ItalyPost

logo USPI