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Simone Matteis

16 Dicembre 2025, 16:54

Via libera ai negoziati
tra Ue e Mercosur
Italia ago della bilancia

Parlamento europeo

Parlamento europeo, Strasburgo

Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha approvato con 431 sì, 161 no e 70 astensioni il rafforzamento delle tutele sull’accordo commerciale tra Ue e Mercosur, aprendo la strada ai negoziati con i governi dei Ventisette. Il testo introduce nuove misure di salvaguardia per proteggere gli agricoltori europei da possibili squilibri di mercato causati da importazioni agricole a basso costo da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’Eurocamera ha abbassato le soglie per attivare le misure di salvaguardia: l’indagine scatterà se le importazioni di prodotti sensibili, come carne bovina e pollame, supereranno del 5 per cento la media triennale e se i prezzi saranno inferiori di almeno il 5 per cento rispetto a quelli europei, contro il 10 per cento previsto inizialmente. Ridotti anche i tempi di intervento della Commissione, da sei a tre mesi, o due per i prodotti più critici. Introdotto inoltre il principio di reciprocità, che vincola i Paesi del Mercosur al rispetto di standard equivalenti a quelli Ue su ambiente, salute, sicurezza alimentare, benessere animale e lavoro: una richiesta centrale per Parigi e Roma, tra i punti più controversi della trattativa finale. A sostenere la linea di equilibrio tra apertura commerciale e tutela interna Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi. Astensione dai Conservatori, voti contrari dai Patrioti. Sul piano nazionale, le delegazioni di Forza Italia, Partito Democratico e Europa Verde hanno votato a favore; contrarie Lega, Movimento 5 Stelle e Sinistra italiana, mentre Fratelli d’Italia sceglie l’astensione. Previsti per domani colloqui con gli Stati membri per individuare una posizione comune sul nuovo strumento di salvaguardia. Osservata speciale la Francia, da tempo in prima linea per il rinvio e da giorni scossa dalle proteste degli agricoltori, con blocchi autostradali nel sud del Paese. Sul fronte del sì Germania e Spagna, intenzionate a «conquistare nuovi mercati» ritenuti vitali «per le imprese europee e per la stabilità globale». In mezzo l’Italia, il cui voto in Consiglio sarà potenzialmente decisivo. Secondo Les Echos, il governo Meloni è «l’arbitro del braccio di ferro tra Parigi e Bruxelles». La Commissione punta a chiudere il dossier in occasione del vertice dei leader europei di giovedì e venerdì, ma il senso di responsabilità politica di Roma – divisa fra sensibilità agricole e interessi industriali – potrebbe determinare la sorte di un accordo atteso da oltre vent’anni.

BOX:

Salvaguardie più rapide
Soglie import più basse
Tutela agricoltori Ue
Reciprocità sugli standard
Spaccature politiche
Roma decisiva in Consiglio
Accordo al bivio finale

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