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Alberto Cantoni

16 Dicembre 2025, 17:56

Etro cambia pelle, la famiglia lascia. Genny entra nel nuovo assetto

Si profila il riassetto della maison milanese. I fondatori escono dopo oltre 50 anni. L Catterton resterà al 51%, da Genny e Sri Group iniezione di 70 mln. Aumento di capitale previsto di circa 30 mln

Etro

Si profila un riassetto profondo per Etro, una delle maison più iconiche del Made in Italy, destinato a segnare la fine di un’epoca. Dopo oltre cinquant’anni di controllo familiare, la storica casa di moda fondata a Milano da Gerolamo “Gimmo” Etro si prepara a una svolta: la famiglia fondatrice è pronta a uscire dal capitale, aprendo la strada a un nuovo assetto proprietario e manageriale. L’operazione, confermata da fonti bancarie e assistita da Rothschild, prevede che il fondo L Catterton — partecipato da Lvmh — resti azionista di maggioranza con il 51% del gruppo, mentre la quota della holding Gefin passerà a una cordata guidata da Mathias Facchini, patron di Genny, affiancato da Sri Group dell’imprenditore bolognese Giulio Gallazzi. Il valore della transazione dovrebbe aggirarsi sui 70 milioni di euro, di cui circa 30 destinati a un aumento di capitale e 40 per l’acquisto delle partecipazioni di Gefin. Nella compagine entrerà anche un industriale straniero. La governance sarà quasi interamente rinnovata, con la conferma dell’Ad Fabrizio Cardinali, nominato da L Catterton, e l’uscita dei rappresentanti della famiglia Etro. È una transizione che segna il completamento del percorso di managerializzazione avviato nel 2021, quando il fondo aveva acquisito la maggioranza del brand attraverso il veicolo lussemburghese SL 11 sarl. Fondata nel 1968, Etro è nata come azienda tessile specializzata in filati pregiati, diventando sinonimo di uno stile bohemien sofisticato e del celebre motivo paisley che dagli anni Ottanta ne definisce l’identità. L’ingresso di Genny, marchio rilanciato da Facchini, promette sinergie creative e industriali: una collaborazione che punta a coniugare il savoir-faire artigianale con una gestione più dinamica dei mercati internazionali. Il nuovo assetto mira a consolidare la posizione dell’azienda nel lusso contemporaneo, in un momento in cui la moda italiana continua ad attrarre capitali globali. Oggi la maison conta oltre 130 boutique nel mondo e una presenza significativa nei mercati asiatici e statunitensi, dove il segmento premium lifestyle è in crescita. Sotto la guida di Cardinali, il marchio ha ampliato le linee di prodotto — dall’abbigliamento alle fragranze fino all’interior design — rafforzando la propria immagine come interprete di un lusso colto e riconoscibile.

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