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16 Dicembre 2025, 19:22

I dati Istat sul commercio estero

I farmaci spingono ancora l'export, ad ottobre +2,3% su base annua. Continua la crescita negli Usa (+9,7%)

Export

Una nave cargo

L’export italiano frena a ottobre dopo la tenuta estiva e il rimbalzo di settembre. Secondo i dati Istat sul commercio con l’estero, le esportazioni registrano una flessione congiunturale del 3% rispetto a settembre, mentre le importazioni segnano un aumento contenuto dello 0,3%. Nel confronto con agosto e settembre il calo dell’export appare in parte tecnico: nel trimestre agosto-ottobre, infatti, le vendite oltreconfine crescono dello 0,2% e gli acquisti dall’estero dello 0,3%, indicando una fase di sostanziale stabilità dei flussi.

La contrazione mensile di ottobre delle esportazioni riguarda sia i mercati dell’Unione europea, con un -2,8%, sia quelli extra Ue, che scendono del 3,2%. Sul fronte delle importazioni, la crescita modesta è sintesi di andamenti differenziati: aumentano gli acquisti di beni strumentali e di beni di consumo non durevoli, mentre diminuiscono quelli di beni intermedi ed energetici. L’Istat spiega che il calo dell’export è influenzato soprattutto dalle minori vendite di beni strumentali e, in particolare, dalle esportazioni di mezzi di navigazione marittima registrate a settembre. Al netto di queste operazioni, la flessione mensile sarebbe più contenuta, pari a -1,1%.

Su base annua il quadro resta positivo. A ottobre l’export cresce del 2,3% in valore e dello 0,5% in volume, con una dinamica più sostenuta verso i mercati extra Ue (+4,1%) rispetto a quelli Ue (+0,5%). Anche l’import aumenta su base tendenziale, del 3,4% in valore e del 4,4% in volume, con una crescita più marcata dagli extra Ue (+4,2%) rispetto all’area comunitaria (+2,7%). La crescita dell’export è trainata da alcuni settori chiave: spiccano gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+18,5%) e i metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,7%). In flessione, invece, comparti più legati ai consumi discrezionali e alla mobilità, come gli articoli sportivi e altri prodotti non classificati altrove (-16,1%) e gli autoveicoli (-7,3%).

Dal punto di vista geografico, i contributi maggiori alla crescita delle esportazioni arrivano dalla Svizzera (+34,9%), dagli Stati Uniti (+9,7%) - concentrata in pochi settori, tra cui farmaceutica e macchinari, mentre alimentari, chimica, metalli e auto restano in calo – e dai paesi Opec (+15,8%). Bene anche Spagna e Francia, mentre incidono negativamente Turchia, Regno Unito e Paesi Bassi. Sul lato delle importazioni, l’aumento tendenziale è spiegato soprattutto dai maggiori acquisti di prodotti farmaceutici e macchinari da Stati Uniti, Cina e Germania, mentre il calo degli acquisti energetici dai paesi Opec contribuisce a ridurre il deficit del comparto.

Guardando ai primi dieci mesi del 2025, l’export segna un aumento tendenziale del 3,4%, confermando una traiettoria complessivamente positiva dall’inizio dell’anno. Anche in questo caso il contributo principale viene dal farmaceutico, in crescita del 33,7%, seguito da metalli, mezzi di trasporto esclusi gli autoveicoli e alimentari. Il saldo commerciale resta ampiamente positivo e pari a 39,6 miliardi, sostanzialmente stabile sul 2024, grazie anche alla riduzione del deficit energetico.

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