L'operazione
Campari cede due marchi per 100 milioni. Il Disaronno si beve Averna e Zedda Piras
Prosegue il piano di dismissioni, da ottobre incassati 210 milioni. «Illva Saronno partner giusto»
Bottiglie di Averna
Campari Group accelera nella razionalizzazione del portafoglio e cede due marchi storici della tradizione liquoristica italiana, l’amaro Averna e il mirto di Sardegna Zedda Piras, a Illva Saronno Holding, il gruppo lombardo celebre per l’amaretto Disaronno. Il valore complessivo dell’operazione è pari a 100 milioni di euro, interamente in contanti, e rappresenta un ulteriore tassello della strategia annunciata dal colosso degli spirits durante l’ultimo Capital Markets Day, orientata a concentrare risorse e investimenti su un numero più limitato di brand a maggiore rilevanza strategica e potenziale di crescita globale.
L’accordo prevede la creazione di una società di nuova costituzione alla quale verranno conferiti i business dei due marchi oggetto di cessione. Nel perimetro rientrano la proprietà intellettuale, il magazzino dei prodotti finiti, alcuni dipendenti, gli stabilimenti produttivi di Caltanissetta per Averna e di Alghero per Zedda Piras, oltre all’avviamento e ad altri contratti e attività correlate. Il prezzo di vendita si riferisce al 100% della nuova società, senza cassa né debito finanziario, ed è soggetto ai consueti meccanismi di aggiustamento. La definizione della plusvalenza è in corso, mentre il closing è atteso entro la prima metà del 2026.
Dal punto di vista industriale, l’operazione è accompagnata da accordi transitori che garantiranno continuità operativa nella fase di passaggio. Con efficacia dal closing, Campari continuerà temporaneamente a svolgere attività di blending e imbottigliamento dell’amaro Averna nello stabilimento di Canale, oltre a mantenere per un periodo limitato la distribuzione dei due marchi in alcuni mercati chiave come Germania, Austria e Svizzera, prima del trasferimento alla struttura commerciale di Illva Saronno.
Nei dodici mesi terminanti a settembre, le vendite nette complessive di Averna e Zedda Piras sono state pari a 26 milioni di euro, con un margine di contribuzione di 17 milioni. Averna presenta una marcata vocazione internazionale, con circa il 70% delle vendite realizzate all’estero e una forte presenza negli Stati Uniti, in Germania e in Austria, mentre Zedda Piras resta più concentrato sul mercato italiano. L’Italia rappresenta comunque il primo mercato per Averna, con circa il 30% delle vendite nette, seguita da Germania, Stati Uniti e Austria che, insieme, arrivano a coprire circa l’85% del totale.
Per Campari, la cessione si inserisce in un percorso più ampio di dismissioni avviato per ridurre la complessità del portafoglio e sostenere la riduzione della leva finanziaria, cresciuta dopo acquisizioni rilevanti come quella del cognac Courvoisier. Nel corso del 2025 il gruppo ha già ceduto uno stabilimento produttivo e di co-packing in Australia, il marchio Cinzano al gruppo Caffo per 100 milioni e la piattaforma di e-commerce Tannico attraverso la joint venture Dioniso con Moët Hennessy. Fuori perimetro resta però il Braulio – nonostante fosse tra i papabili per la cessione – che continuerà ad essere l’unico amaro della scuderia Campari. I proventi complessivi di queste operazioni, inclusa la vendita di Averna e Zedda Piras, superano i 210 milioni di euro. Averna e Zedda Piras erano entrati nel portafoglio Campari – gruppo controllato dalla Lagfin della famiglia Garavoglia che ha appena transato con il fisco versando 405 milioni per evitare il contenzioso sull’exit tax – rispettivamente nel 2014 e nel 2002.

100 milioni – Valore operazione
26 milioni – Vendite annue di Averna e Zedda Piras
210 milioni - Incasso di Campari da inizio anno
-0,3% - Chiusura del titolo di Campari in Borsa
«La cessione di Averna e Zedda Piras segna un ulteriore passo fondamentale nella nostra strategia di razionalizzazione del portafoglio», ha commentato Simon Hunt, ceo di Campari Group, sottolineando l’obiettivo di «concentrarci su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico, continuando a favorire la riduzione della leva finanziaria». Hunt ha inoltre definito Illva Saronno «il partner ideale» per accompagnare lo sviluppo futuro dei due brand, grazie all’esperienza consolidata e al profondo legame con i prodotti e i territori italiani.
Dal lato dell’acquirente, l’operazione rafforza il posizionamento di Illva Saronno come player globale nel settore degli spirit. Il gruppo, proprietario tra l’altro dell’iconico Disaronno e dei vini siciliani Florio e Duca di Salaparuta, conta su una presenza diretta in diversi mercati internazionali e una rete distributiva che raggiunge oltre 160 Paesi. «Grazie alla loro riconosciuta qualità e tradizione, Averna e Zedda Piras costituiscono un’importante aggiunta al nostro portafoglio internazionale», ha dichiarato Marco Ferrari, ceo di Illva Saronno, evidenziando il rafforzamento della posizione del gruppo in mercati prioritari come Stati Uniti, Germania e Italia.
In Borsa la reazione del titolo Campari è stata moderata, con una flessione intorno allo 0,3%, dopo essere cresciuta anche dell’1%, mentre i commenti degli analisti hanno messo in evidenza la coerenza strategica dell’operazione. Secondo Banca Akros, che mantiene una raccomandazione buy, la cessione conferma la capacità del management di dare esecuzione alle linee guida presentate al mercato e di migliorare il profilo finanziario del gruppo, consentendo una maggiore focalizzazione sul core business degli aperitivi e dei brand globali.

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