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06 Gennaio 2026, 18:45

I prezzi

Materie prime in rialzo, oro e rame sui record. Pesano le tensioni globali

Materie prime in rialzo, oro e rame sui record. Pesano le tensioni globali

Materie prime, l’anno nuovo è iniziato così come era terminato. Con i grafici dei prezzi sui mercati finanziari che continuano a puntare verso l’alto. I prezzi salgono perché — anche nel 2026 — non è destinata a fermarsi la domanda di materie prime e minerali critici per la transizione energetica e digitale, per la mobilità elettrica ma anche per le tensioni geopolitiche che stanno coinvolgendo il mondo a partire dall’invasione russa dell’Ucraina.

L’instabilità a livello globale è proprio quello che ha spinto nuovamente l’oro a un passo dal record storico, toccato appena dopo Natale. Per la terza seduta ha guadagnato terreno, tornando a superare i 4.460 dollari l’oncia, con gli investitori che puntano parte delle loro scommesse sulla domanda di beni rifugio. Naturale conseguenza dopo le tensioni causate dal blitz in Venezuela da parte dell’amministrazione Trump e l’arresto del presidente Nicolas Maduro. Non a caso è salita anche la domanda di oro da parte delle banche centrali, che cercano di dare stabilità alla politica monetaria. Negli ultimi giorni, le tensioni geopolitiche hanno favorito anche un ritorno di fiamma delle quotazioni del bitcoin e delle principali valute elettroniche, viste come un investimento alternativo. Anche se siamo lontani dai massimi dell’estate, quando il bitcoin aveva superato i 100 mila dollari.

L’anno nuovo parte in rialzo con i prezzi ai massimi: l’oro sale a 4.460 dollari, mentre il rame a 13.000 dollari Spinta da geopolitica
e dalla transizione

Le politiche della Casa Bianca sono al centro dell’altro caso del giorno. Anche il rame ha proseguito la sua corsa e ha toccato un nuovo record sopra i 13.000 dollari per tonnellata. I prezzi sono spinti dai timori che l’amministrazione Trump possa introdurre nuovi dazi sui metalli raffinati, dirottando le spedizioni verso gli Stati Uniti e lasciando i principali hub commerciali come Londra e Shanghai a corto di offerta. C’è una seconda ragione di carattere industriale: le prospettive di domanda globale in seguito all’ammodernamento della rete elettrica. Il rinnovamento dell’infrastruttura è reso necessario dai progetti di energia rinnovabile e dall’espansione dei data center.

Infine, va tenuto conto che la crescita dei prezzi delle materie prime è un fenomeno che si autoalimenta. Perché la domanda crescente si ribalta sui costi logistici e di trasporto, che a loro volta incidono sui prezzi finali delle materie prime, mettendo sotto pressione le imprese, costantemente in difficoltà nel predisporre listini prezzi e bilanci preventivi.

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