Inflazione in calo, crescita fiacca. Merz: la situazione è critica
Rallenta più del previsto l’inflazione a dicembre e frena il settore privato, secondo l’indice Hcbo del Purchasing Managers’ Index (Pmi). Con questi dati poco trionfanti si apre il nuovo anno economico in Germania, mentre sul fronte politico il cancelliere Friedrich Merz corre ai ripari. Con una lettera ai deputati della sua coalizione, Spd e Cdu-Csu, Merz mette in guardia «sulla situazione molto critica di alcuni settori dell’economia tedesca». Mentre sullo sfondo si consuma in Brandeburgo una crisi politica annunciata da tempo: la fine dell’unica coalizione in un Land tedesco sostenuta dall’Spd e dal Bsw, l’ex Bündnis Sahra Wagenknecht, diventato di recente «Alleanza per la giustizia sociale e la ragionevolezza economica», ancora Bsw.
Il trend di crescita del settore privato tedesco perde ancora slancio sul finire dell’anno. L’indice Pmi composito scende a dicembre, per la seconda volta consecutiva. Dopo i 52,4 punti di novembre, cala a 51,3, il dato più basso degli ultimi quattro mesi. «Ciò riflette le nuove perdite di ordini, dovute a loro volta a un calo più marcato sul fronte manifatturiero», argomenta il report della banca di Amburgo. Un po’ meglio il settore dei servizi, dove si registra un calo limitato per il secondo mese consecutivo.
L’inflazione armonizzata di dicembre registra un +2,0% su base annua e +0,2% rispetto al mese di novembre, secondo i dati provvisori dell’Ufficio federale di statistica. Rispetto al 2024, l’inflazione nel 2025 si ferma a +2,3%. In confronto ai dati armonizzati di novembre 2025 — che registrano un +2,6% su base annua — l’inflazione scende più del previsto. Ciò è dovuto al calo dei prezzi dell’energia e alla moderata crescita dei prezzi dei prodotti alimentari, nonostante l’aumento dei prezzi dei servizi, indica Handelsblatt. Nel 2026 l’inflazione dovrebbe scendere ancora, sostiene il capo economista di Ing, Carsten Brzeski. Questo perché la riduzione degli oneri di rete per i consumatori di energia elettrica, l’abolizione del contributo per lo stoccaggio del gas e la diminuzione dell’aliquota Iva nel settore della ristorazione riducono la pressione sui prezzi. L’istituto economico Ifw di Kiel prevede per il 2026 una riduzione all’1,8%.
Se l’economia stenta, il cancelliere ha bisogno di mostrare di aver colto l’urgenza di una risposta. La situazione economica ha la massima priorità. È questo il senso della lettera inviata ieri a tutti i deputati della sua coalizione e, in seconda battuta, alle redazioni delle maggiori testate tedesche. La competitività della Germania «non è ancora sufficientemente migliorata», scrive Merz. E la coalizione nel 2026 dovrà concentrarsi su «migliorare in modo deciso le condizioni del Paese come sede produttiva». La comunicazione non è diretta soltanto a rassicurare gli operatori economici, ma è indirettamente indirizzata ai colleghi di coalizione, i socialdemocratici. Che non mettano ancora una volta i bastoni tra le ruote delle riforme, come in passato. Se lo faranno, dovranno assumerne le conseguenze.
Intanto in Brandeburgo cade l’unica coalizione con il partito della rosso-bruna Wagenknecht al governo di un Land. Arriva al capolinea una collaborazione tormentata fin dalle elezioni regionali del settembre 2024. Il Bsw è un partito senza pace: dopo aver mancato di qualche migliaio di voti la soglia di sbarramento del 5% alle elezioni federali, a dicembre perde anche la partita del riconteggio, negato dal Bundestag. In Brandeburgo il gruppo parlamentare si mostra subito poco stabile. A maggio il deputato Sven Hornauf viene espulso per aver sostenuto una mozione dell’Afd; in novembre se ne vanno quattro deputati in polemica con «le tendenze autoritarie» della gestione. Il 5 gennaio lascia il ministro delle Finanze del Brandeburgo, l’ex Spd Robert Crumbach, a cui segue l’addio di altri due deputati. A quel punto la maggioranza crolla e il ministro-presidente dell’Spd Woidke non può che prenderne atto. La co-leader dell’Afd Alice Weidel — forte di sondaggi al 35% nel Land di Potsdam — chiede nuove elezioni su X: «Il caos di governo in Brandeburgo può avere solo una conseguenza logica: elezioni immediate». Anche Wagenknecht grida al complotto: «Non si possono tradire gli elettori». L’Spd — sostiene — vuole governare con la Cdu. Il futuro è incerto. Se si dovesse tornare al voto, sarebbero le seste elezioni regionali del 2026.

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