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08 Gennaio 2026, 15:28

Via libera all’iperammortamento triennale con vincolo all’uso di fornitori europei

Pronti dopo qualche polemica il decreto e le istruzioni per le imprese. Previste certificazioni da inoltrare su una piattaforma online predisposta dal Gse

Via libera all’iperammortamento triennale con vincolo all’uso di fornitori europei

Sviluppatore software (Shutterstock)

È pronto per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che stabilisce criteri e modalità per l’accesso all’iperammortamento previsto dalla manovra. Secondo alcune anticipazioni, la comunicazione del “completamento degli investimenti” andrà trasmessa entro il 15 novembre 2028. Dovrà attestare che i beni oggetto del beneficio siano stati prodotti “in uno degli Stati membri dell’Unione europea (Ue) o negli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo (See)”. Restano pertanto esclusi i beni e servizi prodotti interamente negli Stati Uniti o in Giappone.
La legge di bilancio 2026 dispone la maggiorazione dell’ammortamento, ai fini Ires ed Irpef, per gli investimenti in beni strumentali nuovi “funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0”, rinnovando per il triennio 2026-2028 lo strumento a supporto degli investimenti delle imprese.

Non è stata una decisione facile né priva di polemiche: il testo finale è infatti molto diverso rispetto alla bozza presentata dal Governo a fine ottobre. Dopo il via libera alla manovra, Forza Italia aveva anche approvato un ordine del giorno che puntava a estendere i benefici tenendo dentro anche tutti i beni prodotti negli Stati membri del G7, senza riuscire ad ottenere questo risultato. Per il riconoscimento dei beni strumentali occorrerà un certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio competente oppure una dichiarazione di origine resa dal produttore, attestante che il bene sia stato “integralmente ottenuto nel territorio dell’Ue o dello See”. Per i beni immateriali — software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali — occorrerà invece certificare dove è avvenuto “lo sviluppo sostanziale del software”, assicurandosi che “almeno il 50%” di esso sia riconducibile all’Ue o allo See.
Le comunicazioni previste dalla procedura per l’accesso al beneficio vanno trasmesse tramite una piattaforma informatica, i cui termini di apertura andranno individuati con “uno o più decreti direttoriali” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La piattaforma sarà messa a disposizione delle imprese dal Gestore dei Servizi Energetici, il Gse.

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