Concorrenza
Cartello del vetro, l’Antitrust archivia l’indagine
L'Autorità chiude l'istruttoria durata due anni senza formulare addebiti. Aumenti giustificati dall'impennata dei costi energetici
Industria vetraria (Imagoeconomica via Vetri Speciali)
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha archiviato senza sanzioni l’indagine sul presunto “cartello del vetro”, che ipotizzava un coordinamento tra i produttori di bottiglie di vetro per il vino sugli aumenti di prezzo applicati nel 2022. La decisione è contenuta nell’ultimo bollettino dell’Authority e chiude un procedimento durato circa due anni, al termine del quale non sono stati formulati addebiti alle imprese coinvolte.
L’istruttoria era stata avviata nel novembre 2023 a seguito di una segnalazione anonima presentata sulla piattaforma di whistleblowing dell’Agcm, cui si erano aggiunte successive denunce da parte di operatori della filiera vitivinicola. L’ipotesi investigata era quella di un’intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, vale a dire un comportamento assimilabile a un cartello, volto a limitare il normale confronto concorrenziale sul prezzo delle bottiglie di vetro destinate al vino.
Nel mirino dell’Antitrust erano finite nove aziende considerate tra i principali player del mercato: Berlin Packaging Italy, Bormioli Luigi, O-I Italy, Verallia Italia, Vetreria Cooperativa Piegarese, Vetreria Etrusca, Vetri Speciali, Vetropack Italia e Zignago Vetro. Otto di queste sono associate ad Assovetro, l’associazione degli industriali del vetro (Assovetro), che era stata a sua volta coinvolta nell’istruttoria attraverso ispezioni e richieste di informazioni.
Dall’analisi condotta dall’Autorità non sono però emersi elementi sufficienti a confermare l’esistenza di un accordo o di una pratica concordata. In particolare, l’Agcm ha rilevato che le comunicazioni di aumento dei prezzi sono avvenute in periodi non sempre sovrapponibili e con modalità differenti: in alcuni casi attraverso aumenti percentuali generalizzati, in altri mediante surcharge; talvolta con comunicazioni massive ai clienti, talvolta tramite negoziazioni ad hoc. Anche l’entità degli aumenti ha mostrato una variabilità significativa tra le imprese. Secondo l’Autorità, inoltre, non vi sono indizi di una reazione coordinata agli aumenti dei costi delle materie prime, tale da sostituire la concorrenza con una concertazione sui livelli o sulle modalità dei rincari.
Marco Ravasi, presidente di Assovetro, ha parlato di «vicenda finalmente chiusa» dopo aver messo in «discussione la reputazione del settore». In un contesto definito “estremamente complesso”, segnato dall’impennata dei costi dell’energia e delle materie prime, gli aumenti dei prezzi delle bottiglie sarebbero dipesi da fattori esogeni e non da comportamenti illeciti. L’archiviazione, secondo Ravasi, riconosce la piena liceità delle condotte delle vetrerie e la correttezza di un comparto che ha continuato a servire i propri clienti in condizioni di mercato difficili.

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