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10 Gennaio 2026, 19:37

Il caso

Dopo la multa Agcom, Cloudflare minaccia di lasciare l’Italia e chiudere con Milano-Cortina

Il ceo Prince parla su X di censura e si appella a JD Vance e Elon Musk A rischio i servizi di sicurezza alle Olimpiadi. E Stroppa critica FdI

Dopo la multa Agcom, Cloudflare minaccia di lasciare l’Italia e chiudere con Milano-Cortina

Matthew Prince, ceo Cloudflare (©World Economic Forum/Chris Hee, Imagoeconomica)

C’è una nuova puntata nella battaglia delle Big Tech americane contro le regole europee. Questa volta è il ceo di Cloudflare, Matthew Prince, ad attaccare l’Agcom italiana. Dopo la multa di 14 milioni di euro comminata al gigante della cybersicurezza per violazione delle norme antipirateria, Prince parla di censura e fa sapere che la società starebbe valutando di interrompere i servizi di sicurezza pro bono per le prossime Olimpiadi invernali Milano-Cortina, di lasciare l’Italia e di fare marcia indietro sui piani per costruire una sede italiana.

In un post su X, corredato dall’immagine di un guerriero rincorso da funzionari in giacca e cravatta mentre sventola il vessillo «Open Internet» davanti al Colosseo, il ceo di Cloudflare ha annunciato che porterà il caso all’attenzione dell’amministrazione Trump e del Comitato olimpico. Una crociata condivisa subito da Andrea Stroppa, referente di Elon Musk in Italia, che su X ha raccontato di aver ricevuto una chiamata da San Francisco sul caso. «Mi sono vergognato da italiano», scrive. «Non è possibile che un Paese che ha disperatamente bisogno di investimenti, di creare posti di lavoro e di modernizzarsi riesca sempre a spararsi sui piedi a causa dell’ignoranza della classe politica». Nel frattempo, aggiunge, «alcuni esponenti di Fratelli d’Italia festeggiano».

Piracy Shield

È il sistema, gestito da Agcom, che permette di oscurare rapidamente i siti accusati di pirateria, senza passare da un giudice. È stato creato soprattutto per contrastare la trasmissione illegale di eventi sportivi in streaming. I detentori dei diritti, come la Lega Serie A, segnalano i domini pirata, la piattaforma ordina ai domini come Cludflare o Google di bloccare l’accesso entro 30 minuti anche durante gli eventi. È molto discusso perché non c’è un giudice che valuta caso per caso prima del blocco.

La multa dell’Agcom è riferita alla violazione del Piracy Shield, il contestato scudo nazionale messo in piedi per combattere le trasmissioni non autorizzate di match sportivi, serie tv e film. L’Authority aveva ordinato a Cloudflare di disabilitare l’accesso a una serie di contenuti pirata. Cosa che l’azienda non ha fatto. E così è arrivata la sanzione, accolta subito con favore dall’ad della Lega Calcio Serie A, Luigi De Siervo, che ha parlato di «un passaggio storico».

Secondo Prince, invece, l’Agcom avrebbe multato Cloudflare «per non aver aderito al loro piano di censura di internet», organizzato a suo parere da «una losca cricca di élite dei media europei». L’Authority italiana, scrive il ceo, «pretende che una losca cricca mediatica europea possa decidere cosa sia o non sia consentito online». Una sanzione definita «disgustosa» da Prince, che annuncia una serie di ritorsioni. Prince fa sapere che Cloudflare starebbe valutando non solo di interrompere i servizi di sicurezza informatica per Milano-Cortina, ma anche di interrompere i servizi per tutti gli utenti residenti in Italia. E poi ancora di voler «rimuovere tutti i server dalle città italiane», oltre che di voler «interrompere tutti i piani per costruire una sede Cloudflare in Italia o effettuare investimenti nel Paese». E alla fine del suo post scrive: «Chi gioca a giochi stupidi vince premi stupidi». Poi ringrazia (e tagga) il vicepresidente americano JD Vance per la sua battaglia contro la regolamentazione digitale europea. E cita (e tagga) Elon Musk: «La libertà di parola è sotto attacco da parte di una cricca di politici europei fuori dal mondo, profondamente disturbati».

Immediata la reazione della Lega Serie A, che ha risposto con un comunicato al veleno in cui definisce le parole di Prince «distorsioni» e «falsità». La sanzione dell’Agcom, si legge, «riguarda esclusivamente la legittima e necessaria tutela del diritto d’autore». Cloudflare «è stata sanzionata perché è l’unica grande azienda globale che, per scelta del suo ceo, rifiuta sistematicamente qualsiasi collaborazione con autorità, forze dell’ordine, titolari di diritti e persino tribunali. Per questo motivo è diventata la prima e più comune scelta delle organizzazioni criminali per gestire i propri servizi illegali, proprio a causa della sua ferma volontà di consentire atti di pirateria». Dalla Lega ricordano le numerose sentenze contro Cloudflare anche in Francia, Spagna e Belgio. E concludono il comunicato con un attacco diretto a Prince, le cui parole «rivelano l’arroganza di un certo tipo di azienda tecnologica che crede di poter operare oltre i confini nazionali ignorando qualsiasi tutela della proprietà intellettuale, dei dati personali o dei contenuti premium di cinema, televisione e sport». Poi la stoccata finale: «La speranza è che Matthew Prince sia costretto a dimettersi e che un’azienda importante come Cloudflare smetta immediatamente di diffondere bugie e, soprattutto, smetta di proteggere i criminali».

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