Berlino in cerca di capitali privati. Nuovo fondo pubblico da 30 mld per difesa e infrastrutture
Contro la stagnazione, la Germania fa leva sugli investimenti. E punta a mobilitare oltre 130 mld in progetti ad alto rischio
Il cancelliere Friedrich Merz
La Germania prova a scrollarsi di dosso la stagnazione con un cambio di passo nel rapporto tra Stato e capitale privato. Berlino si prepara infatti a varare il Deutschlandfonds, un nuovo fondo ancorato alla banca pubblica KfW, pensato per riattivare la crescita facendo leva sull’effetto moltiplicatore degli investimenti privati. La dote iniziale è di 30 miliardi di euro tra risorse pubbliche e garanzie statali, ma l’obiettivo è ben più ambizioso: mobilitare fino a 130 miliardi di euro complessivi in progetti considerati ad alto rischio, ma strategici per il futuro dell’economia tedesca. L’iniziativa si inserisce nel disegno più ampio del governo guidato da Friedrich Merz, che punta a rilanciare la prima economia europea con un piano da oltre mille miliardi di euro di spesa pubblica in infrastrutture e difesa nel prossimo decennio.
Il Deutschlandfonds sarà strutturato come una piattaforma di diversi veicoli di investimento, con una pipeline di progetti selezionati per convogliare capitali privati verso settori che oggi faticano a ottenere credito dal sistema bancario tradizionale: startup tecnologiche e della difesa, infrastrutture energetiche, materie prime critiche. Alla guida del fondo ci sarà la stessa KfW, sotto la regia dell’amministratore delegato Stefan Wintels, con una missione chiara: rendere finanziabili iniziative che oggi restano bloccate dalla prudenza delle banche. Il recente intervento pubblico a sostegno di un progetto di estrazione del litio in Sassonia è il segnale più evidente di questa nuova linea.
Alla base dell’operazione c’è una constatazione ormai condivisa a Berlino: il solo bilancio statale non basta a sostenere la velocità di investimenti necessaria per colmare il ritardo infrastrutturale e rafforzare le capacità militari del Paese. Da qui l’intensificazione del dialogo con i grandi investitori istituzionali. Secondo indiscrezioni di stampa, esponenti del governo avrebbero già incontrato colossi del private equity come Kkr e Apollo, interessati a cogliere opportunità di investimento in Germania attraverso il nuovo veicolo.
Il tempismo non è casuale. L’economia tedesca è stretta tra stagnazione, costi energetici elevati e la crescente concorrenza cinese sui mercati tradizionali dell’industria manifatturiera. Il rallentamento e i timori di deindustrializzazione alimentano anche tensioni politiche, come dimostra l’ascesa dell’Alternative für Deutschland, oltre il 20% dei seggi alle ultime elezioni.
In parallelo, l’esecutivo Merz sta mettendo mano a un pacchetto più ampio di riforme per mobilitare risparmio e capitali domestici. Dal prossimo anno, a ogni bambino di sei anni saranno riconosciuti 10 euro al mese fino ai 18, investibili in conti di risparmio garantiti dallo Stato, per incentivare l’uso dei mercati finanziari nelle pensioni integrative. È stato inoltre raggiunto un accordo per accelerare i permessi delle grandi opere, spesso frenate da iter ambientali complessi. Il vero banco di prova arriverà però nel 2026, con la riforma del sistema pensionistico e dell’assicurazione sanitaria.

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