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06 Gennaio 2026, 19:56

Volenterosi a Parigi. «Per Kiev garanzie forti». Forza multinazionale pronta. Agli Usa il monitoraggio

Macron: «Fatti notevoli progressi». Meloni: «Continuare a fare pressione su Russia. No alle truppe italiane»

Volenterosi a Parigi. «Per Kiev garanzie forti». Forza multinazionale pronta. Agli Usa il monitoraggio

Dopo una notte difficile – con 61 droni di Mosca che hanno colpito l’Ucraina e 129 tentativi di Kiev abbattuti nei cieli russi –, ieri pomeriggio i Volenterosi si sono riuniti all’Eliseo per definire la cornice di sicurezza destinata a sostenere un eventuale cessate il fuoco. Convocati a Parigi da Emmanuel Macron, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i principali leader europei hanno lavorato a un pacchetto di garanzie politiche e giuridiche a favore di Kiev, pensato per entrare in vigore solo quando le armi taceranno. Gli Stati Uniti, assenti al massimo livello politico, hanno delegato gli emissari speciali Steve Witkoff e Jared Kushner, segnando comunque un segnale chiaro di continuità dell’impegno americano, pur in un contesto di priorità globali sempre più disperse fra Europa, Medio Oriente e crisi latinoamericane.

Le bozze della dichiarazione finale, circolate nelle ore che hanno preceduto il vertice, mostrano alleati pronti a formalizzare impegni «legalmente vincolanti» per sostenere Kiev in caso di nuovi attacchi russi, mobilitando capacità militari, supporto logistico e di intelligence, iniziative diplomatiche e sanzioni aggiuntive. In caso di cessate il fuoco, il documento prevede lo schieramento di una forza multinazionale sul territorio ucraino, incaricata di garantire la sicurezza su aria, mare e terra, supportare la ricostruzione delle forze armate di Kiev e operare sotto guida europea. A Washington spetta invece un ruolo operativo e di supporto decisivo: gli Stati Uniti guideranno il monitoraggio del cessate il fuoco, continuo e tecnologicamente avanzato, attraverso sensori, droni e satelliti.

Zelensky, appena arrivato a Parigi, ha definito la giornata un passaggio necessario per «dare maggiore protezione e forza all’Ucraina», sottolineando che la Russia «non smette di attaccare» e che la priorità resta il rafforzamento della difesa aerea, fondamentale per proteggere popolazione e infrastrutture critiche. «Diplomazia e assistenza concreta devono procedere di pari passo», ha ribadito il presidente ucraino, ricordando che ogni consegna di sistemi di difesa aerea «salva vite umane e aumenta le possibilità di successo diplomatico».

Parallelamente, da Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito la dimensione strutturale del sostegno dell’Unione. «La coalizione dei Volenterosi si riunisce oggi a Parigi. Il nostro obiettivo è chiaro: fornire solide garanzie di sicurezza all’Ucraina, con forze armate forti in grado di scoraggiare futuri attacchi, una forza multinazionale di deterrenza e impegni vincolanti a sostenere l’Ucraina in caso di nuovi attacchi russi», ha scritto von der Leyen, sottolineando che «l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea sarà sia una garanzia di sicurezza fondamentale, sia un pilastro centrale della nostra offerta di prosperità trasformativa».

Emmanuel Macron: «Giornata storica per Kiev ed Europa. Si è lavorato a una solida architettura di sicurezza. Notevoli progressi, ma servono garanzie robuste».

Al vertice, Giorgia Meloni ha confermato il sostegno italiano all’architettura di sicurezza per Kiev ma ha ribadito l’esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno e il carattere volontario della partecipazione alla forza multinazionale, nel rispetto delle procedure costituzionali nazionali.​ Di segno diverso l’apertura di Pedro Sanchez e di Friederich Merz, che si sono detti aperti alla possibilità di inviare personale militare spagnolo e tedesco in una futura missione di mantenimento della pace in Ucraina.​

Ursula Von der Leyen: «L’obiettivo è chiaro: fornire solide garanzie di sicurezza a Kiev, con forze armate forti in grado di scoraggiare futuri attacchi russi».

Nella conferenza stampa conclusiva, Macron ha rivendicato «notevoli progressi» e «garanzie di sicurezza robuste» non solo per Kiev ma per l’intera Europa, sottolineando l’avvio dei lavori per una forza multinazionale e una cellula di coordinamento del monitoraggio del cessate il fuoco a guida americana.​ «È stata una giornata storica per Kiev e per l’Europa in cui si è lavorato verso una solida architettura di sicurezza per l’Ucraina», ha dichiarato, aggiungendo che «gli accordi di pace firmati dalla Russia negli ultimi 15 anni sono stati tutti violati. Vogliamo più garanzie di sicurezza per l'Ucraina».

Zelensky ha parlato di «passi avanti concreti» verso una pace giusta, insistendo a sua volta sulla necessità di garanzie «legali e legittime», di un meccanismo di monitoraggio efficace e di un ulteriore rafforzamento della difesa aerea ucraina, ricordando che la Russia continua a colpire civili e infrastrutture e che l’Ucraina «non è mai stata ostacolo alla pace».

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