Gli Stati Uniti danno la caccia alle flotta ombra
Washington intensifica l'offensiva contro le petroliere fantasma che trasportano greggio sanzionato di Venezuela, Iran e Russia
Veduta aerea della petroliera Skipper (Epa/Immagine satellitare, Vantor)
Gli Stati Uniti hanno preso di mira con un’assertività senza precedenti le petroliere della flotta ombra che trasportano il greggio sanzionato di Venezuela, Iran e Russia, mettendo a rischio la stabilità di forniture che vengono comprate in larga parte dalla Cina. A inizio dicembre le forze statunitensi hanno abbordato e sequestrato una petroliera, la «Skipper», al largo delle coste venezuelane, segnando un punto di non ritorno nelle tensioni tra Washington e Caracas. La nave «Skipper», sanzionata dagli Stati Uniti nel 2022 per «spedizioni illegali di greggio» legate all’Iran, era la tipica petroliera di una cosiddetta «flotta ombra»: navigava sotto falsa bandiera della Guyana, era molto grande e troppo vecchia — solcava i mari da oltre vent’anni —, aveva una proprietà opaca e spesso spegneva il transponder per il tracciamento satellitare della rotta di navigazione.
Negli stessi giorni un’altra petroliera, la «Bella 1», era stata avvicinata e poi inseguita dopo aver invertito la rotta per allontanarsi dal Mar dei Caraibi. La «Bella 1» ha provato a far desistere gli americani dipingendo una bandiera russa sul proprio scafo, poi ha cambiato nome in «Marinera», aggiungendolo al database ufficiale delle navi russe, in cerca di protezione diplomatica. Mosca aveva anche presentato una richiesta formale a Washington affinché desistesse dall’inseguimento, ma mercoledì la «Marinera» è stata infine sequestrata nell’Atlantico del Nord, mentre nel Mar dei Caraibi veniva abbordata un’altra petroliera, la «Sophia». Le flotte ombra sono lo strumento che permette ai paesi sanzionati di esportare il petrolio.
Fino all’invasione russa dell’Ucraina questo tipo di imbarcazioni era usato principalmente da Iran e Venezuela, ma le sanzioni sul greggio russo hanno moltiplicato la presenza di queste navi, visto che la Russia era il secondo esportatore globale di petrolio. Tali flotte sono costituite da petroliere molto vecchie, registrate sotto la bandiera di paesi come Liberia, Panama, Guyana — e di recente i più licenziosi Gabon, Camerun e Comore — che attraverso società fittizie e assicurazioni dalla dubbia solvibilità hanno continuato a vendere greggio russo, insieme a quello iraniano e venezuelano. Oltre a non avere una copertura per gli incidenti in mare, queste petroliere sono troppo vecchie e la loro manutenzione è inadeguata, poiché vengono costantemente impegnate in viaggi troppo lunghi e sono spesso coinvolte in attività pericolose, come i trasferimenti di petrolio da nave a nave (ship-to-ship) in acque internazionali per occultare il greggio sanzionato con carichi legittimi.
Gli Stati Uniti inseriscono queste imbarcazioni nella lista di navi sanzionate, ma ciò non basta a fermarle. Nel frattempo se ne aggiungono continuamente di nuove. Secondo alcune stime, attualmente ci sono tra le 1.400 e le 1.900 petroliere che trasportano quasi esclusivamente il petrolio di Russia, Iran e Venezuela.

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