Tensioni globali
Macron: «Usa lontani dagli alleati». E il Congresso prova a frenare Trump
Il presidente francese Emmanuel Macron (ANSA/EPA/Michel Euler/POOL MAXPP OUTPOOL)
Trump attacca, Macron risponde. All’indomani delle dichiarazioni incendiarie del tycoon statunitense – secondo cui, senza il sostegno di Washington, «la Nato non fa paura a nessuno» e «l’Ucraina sarebbe già tutta in mano russa» – il presidente francese è intervenuto a gamba tesa: «Gli Stati Uniti si stanno gradualmente allontanando da alcuni loro alleati e dalle regole internazionali».
Parole che evidenziano una fiducia in erosione e nuove tensioni, legate soprattutto alle mosse americane degli ultimi giorni: dal blitz in Venezuela alle operazioni contro la flotta ombra russa, passando per le pretese sulla Groenlandia. Per Macron, il sistema internazionale è «sempre meno regolato», con grandi potenze «tentate di spartirsi il mondo» e un multilateralismo che vacilla proprio mentre crescono i rischi di escalation. Si tratta di un «nuovo imperialismo», di un «nuovo colonialismo», da cui, chiosa il Presidente francese, occorre difendersi.
Gli effetti concreti della nuova geopolitica sono chiari: «L’Ue oggi affronta un doppio problema: l’aggressività cinese e i dazi americani». La proposta, quindi, è quella di un «programma accelerato di preferenza europea», con regole semplificate e un mercato dei capitali più forte. L’obiettivo? Trasformare il peso dell’Unione in leva concreta su Washington e Pechino.
E mentre a Parigi si denuncia la «legge del più forte», a Washington il Congresso cerca di frenare la crescente assertività della politica estera americana. Il Senato – a maggioranza repubblicana – ha approvato con 52 voti contro 47 una risoluzione sui poteri di guerra, volta a impedire al presidente Trump di intraprendere ulteriori azioni militari in Venezuela senza approvazione. La misura, promossa dal senatore democratico Tim Kaine (Virginia) insieme al repubblicano Rand Paul (Kentucky), necessitava solo della maggioranza semplice per passare in Senato. Ora la palla passa alla Camera, in quello che potrebbe diventare un precedente di portata significativa. Specie ora che le minacce d’intervento militare diretto si estendono ben oltre Caracas.

Turchia sempre più forte
I tre pilastri dell’avanzata
di Alessandro Arduino
Mentre l’Europa resta assorbita dall’ansia per l’invasione russa dell’Ucraina e dall’ipotesi, fino a poco tempo fa impensabile, di una ...