Anthropic prepara l’approdo in Borsa. L'obiettivo è battere OpenAI sul tempo
La startup di Claude avvia i preparativi per un’Ipo da oltre 300 mld. Gli investitori e nuovi round spingono il Ceo Amodei a valutare l’anticipo. Per Wall Street sarà l’ennesimo test sulla solidità finanziaria del settore
Dario Amodei, ceo di Anthropic
Anthropic accelera nella corsa verso Wall Street. La startup californiana, creatrice del chatbot AI Claude, ha incaricato lo studio legale Wilson Sonsini di preparare il terreno per una delle IPO più imponenti della storia tech. L’obiettivo è chiaro: anticipare OpenAI e trasformarsi nella prima grande società d’intelligenza artificiale quotata in Borsa. Secondo quanto riferito dal Ft, la valutazione potrebbe superare i 300 miliardi di dollari, cifra che la collocherebbe tra i pesi massimi della Silicon Valley.
Wilson Sonsini, già consulente di Google e LinkedIn, assiste Anthropic dal 2022 e ha curato i rapporti con Amazon, che ha investito oltre quattro miliardi di dollari nell’azienda. Lo studio seguirà ora i passaggi preliminari dell’offerta, che secondo alcune fonti potrebbe arrivare nel 2026, anche se altri ritengono più realistico un rinvio. L’incarico segna comunque un salto di qualità per il gruppo guidato da Dario Amodei, che negli ultimi mesi ha avviato contatti informali con alcune banche d’affari per sondare l’interesse del mercato.
Dietro la decisione c’è la pressione degli azionisti, convinti che una quotazione anticipata possa consentire alla supernova dell’intelligenza artificiale di capitalizzare l’euforia intorno all’intelligenza artificiale e, magari, di bruciare sul tempo la rivale OpenAI, valutata circa 500 miliardi di dollari e anch’essa al lavoro su un futuro sbarco in Borsa. Entrambe le aziende stanno affrontando lo stesso nodo: la difficoltà di prevedere i flussi finanziari in un settore dominato da costi di calcolo e di addestramento sempre più elevati.
Per prepararsi, Anthropic ha assunto l’ex dirigente di Airbnb Krishna Rao come direttore finanziario e sta completando una revisione interna per operare come una public company «in potenza». «È normale per realtà delle nostre dimensioni comportarsi come se fossimo già quotati», ha dichiarato un portavoce, precisando che non esistono decisioni definitive sui tempi o sulle modalità della quotazione.
Il progetto di Ipo arriva mentre la società tratta un nuovo round di finanziamento privato che potrebbe portare la valutazione tra i 300 e i 350 miliardi di dollari, anche grazie ai recenti investimenti di Microsoft e Nvidia. L’interesse degli investitori dimostra ancora una volta come il mercato dell’AI resti il più caldo del panorama finanziario, capace di attrarre capitali record e di riscrivere le gerarchie industriali globali. Per Wall Street è l’ennesimo test: capire se l’entusiasmo globale per questa tecnologia può realmente tradursi in fiducia duratura verso aziende che, per ora, producono più promesse che profitti.

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