Mediobanca chiude con Nagel e Vinci, accordi da 5 mln. Definiti i pacchetti di uscita e di non concorrenza
L’ex storico ad e il dg risolvono i rapporti con Piazzetta Cuccia. A Nagel vanno 5 milioni, previsto anche un patto di non concorrenza per un periodo di 6-12 mesi
L'ex ad Alberto Nagel
Mediobanca ha formalizzato la risoluzione dei rapporti di lavoro con l’ex amministratore delegato Alberto Nagel e con l’ex direttore generale Francesco Saverio Vinci, completando un passaggio che segna la chiusura di una fase di gestione ultradecennale ai vertici dell’istituto. Gli accordi, firmati il 4 dicembre con effetto immediato, recepiscono le decisioni prese dal consiglio di amministrazione il primo dicembre e sono stati approvati nel pieno rispetto della normativa sulle operazioni con parti correlate, dopo il via libera del comitato remunerazioni – che ha operato anche come comitato parti correlate – e il parere favorevole del collegio sindacale. Con la definizione delle uscite dei due manager storici, si chiude una stagione.
Per Nagel, che ha guidato Mediobanca attraverso operazioni strategiche, riorganizzazioni interne e un radicale riposizionamento verso il wealth management, il pacchetto di uscita prevede un riconoscimento lordo di 4,3 milioni di euro, un valore che include il costo del preavviso e il corrispettivo per le rinunce legate al rapporto di lavoro e alle cariche sociali. A questo importo si aggiungono 700mila euro lordi per impegni di non concorrenza, non sollecitazione e non storno, validi per un periodo compreso tra sei e dodici mesi dalla cessazione e liquidati al termine del periodo massimo.
Per Vinci, figura centrale nello sviluppo delle attività operative e nell’equilibrio gestionale della banca, l’accordo stabilisce un importo di 4,625 milioni di euro lordi, anch’esso entro il limite del costo del preavviso e comprensivo delle rinunce connesse agli incarichi ricoperti. A ciò si aggiungono 375mila euro lordi per gli impegni di non concorrenza, non sollecitazione e non storno, della durata di tre mesi e riconosciuti alla conclusione del periodo previsto.
Le condizioni economiche dei due accordi risultano pienamente coerenti con il quadro regolamentare applicabile: dalle politiche di remunerazione approvate dall’assemblea alle norme del contratto collettivo dei dirigenti del credito, fino agli impegni contrattuali individuali. Restano inoltre confermati i diritti retributivi già maturati in relazione ai piani di incentivazione di breve e medio-lungo termine, che continueranno a essere liquidati secondo le modalità fissate nei regolamenti vigenti.

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