11 Gennaio 2026 | 23:28

Cerca

Maria Gaia Fusilli

18 Dicembre 2025, 18:18

Caso Mps, interviene Giorgetti. «Su Mediobanca manager autonomi»

Il ministro del Mef alla Camera difende l'operazione Mps. «Banca Akros scelta perché garantiva le migliori condizioni di vendita». Opposizioni all’attacco: «Un intervento a favore di cordate amiche»

Il ministro Giancarlo Giorgetti

Il ministro Giancarlo Giorgetti

Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha fornito un'informativa alla Camera dei deputati per chiarire il ruolo del governo nella spinosa operazione di scalata di Montepaschi su Mediobanca. Al centro della questione rimane l'Opa lanciata dalla banca senese, una mossa che ha generato notevoli polemiche sia in parlamento che negli ambienti finanziari. Giorgetti ha ribadito con fermezza che il ministero non ha esercitato alcuna ingerenza sulle decisioni dei vertici di Montepaschi, sostenendo che la scelta dell'Opas sia stata assunta dai manager della banca «in maniera autonoma» e che il governo abbia semplicemente «preso atto» di quanto avvenuto.

Per comprendere meglio la vicenda è necessario ripercorrere rapidamente i passaggi recenti. A novembre 2024 il governo ha proceduto a una nuova cessione di azioni di Montepaschi, coinvolgendo Banca Akros, appartenente al perimetro del Banco Bpm. Secondo il ministro, la scelta di Akros è stata motivata unicamente dal fatto che l'istituto offriva «le migliori condizioni per la dismissione delle quote» e garantiva «un maggior introito per le casse dello stato». Il processo tecnico della cessione ha seguito il consueto bookbuilding, la raccolta degli ordini presso i potenziali investitori. Giorgetti sostiene che il Mef non ha avuto conoscenza preliminare né del numero degli investitori individuati né delle modalità di selezione adottate da Akros.

I risultati della raccolta sono stati positivi: gli ordini hanno superato di oltre due volte il valore del libro, con un premio superiore al 5% rispetto al prezzo di chiusura del titolo. Di fronte a queste condizioni favorevoli, il Mef ha deciso di incrementare l'offerta dal sette al quindici per cento del capitale sociale, assegnando le azioni agli investitori che avevano presentato ordini al prezzo più elevato. Secondo il ministro, questi meccanismi seguono prassi amministrative consolidate nelle precedenti dismissioni di partecipazioni pubbliche.

Dura l’opposizione. Il deputato dem Virginio Merola ha affermato che «secondo questa informativa tutto sarebbe corretto», ma ritiene che in realtà il governo stia conducendo «un intervento a favore di interessi di parte e cordate che vi interessa sostenere». Merola ha sottolineato come il governo possa «nascondersi verso una correttezza formale», ma ha evidenziato due elementi che minano la credibilità della versione ministeriale: l'esistenza di un'inchiesta della magistratura e una procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea. Questi due fronti di scrutinio rappresentano, nella visione dell'opposizione, gli indicatori di problemi sostanziali che vanno oltre la semplice applicazione di procedure amministrative.

Oggi su ItalyPost

logo USPI