11 Gennaio 2026 | 23:28

Cerca

Maria Gaia Fusilli

06 Gennaio 2026, 13:09

Nodo Sinochem

Golden power su Pirelli, ipotesi d’intervento per sbloccare la governance

L’esecutivo potrebbe intervenire se i soci non trovano l’intesa entro fine gennaio. Atteso in primavera il rinnovo del cda

Golden power su Pirelli, ipotesi d’intervento per sbloccare la governance

Il governo italiano potrebbe tornare a intervenire su Pirelli attraverso i poteri speciali del Golden Power per sbloccare l’impasse nell’azionariato e consentire al gruppo della Bicocca di operare senza vincoli negli Stati Uniti. L’ipotesi, riportata ieri dal Financial Times, è che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni valuti una nuova mossa qualora Sinochem, primo azionista con circa il 34%, e Marco Tronchetti Provera, secondo socio con oltre il 25% tramite Camfin e Mtp, non trovino un accordo entro la fine di questo mese. In questo scenario l’intervento pubblico rappresenterebbe «l’ultima risorsa» per evitare il bando che l’amministrazione Trump dovrebbe introdurre da marzo sui prodotti che integrano hardware e software capaci di raccogliere dati dalle auto dei cittadini americani e che presentano una forte presenza cinese nella compagine azionaria.

Le indiscrezioni hanno avuto un effetto immediato sul titolo, che già nelle prime battute di Piazza Affari ha guadagnato oltre l’1%, scambiando intorno ai 6 euro, per poi chiudere con un vistoso rialzo del 3,78%, a 6,154 euro. L’attenzione del mercato d'altra parte non sorprende, considerando che si avvicina un passaggio cruciale per la governance. Il patto parasociale tra Sinochem e Tronchetti Provera scadrà il 19 maggio, prima dell’assemblea primaverile chiamata a rinnovare il consiglio di amministrazione. In assenza di un’intesa, il rischio è quello di uno scontro assembleare con la presentazione di liste contrapposte da parte del socio cinese e del fronte italiano. Il congelamento dei diritti di voto di Sinochem eviterebbe questo esito e potrebbe consentire a Pirelli di superare lo stallo negli Usa dei cosiddetti 'Cyber Tyre'. 

Questo braccio di ferro è il riflesso di una frattura che si è allargata negli ultimi mesi tra Sinochem e il fronte italiano riunito intorno a Camfin, con il Governo nel ruolo di regista. Il punto di svolta è arrivato nell’aprile 2025, quando il consiglio stabilì che Sinochem non avrebbe esercitato più il controllo su Pirelli secondo i criteri Ifrs 10, una scelta funzionale soprattutto all’accesso al mercato Usa. I consiglieri cinesi hanno votato contro, sostenendo che, sulla base dei patti parasociali e del diritto italiano, il controllo di fatto permane.

Da allora Sinochem ha sistematicamente bocciato i conti, non per i dati economici, ma per la dichiarazione di perdita del controllo. Il governo italiano, dopo aver chiuso senza sanzioni un procedimento Golden Power a fine settembre, continua a monitorare la governance e auspica una soluzione prima del rinnovo del Cda previsto per metà 2026. Parallelamente sono emerse aperture del socio cinese a valutare una cessione, totale o parziale, a fronte di un premio di prezzo. Il Financial Times riferisce di contatti attivi tra il nostro governo e Pirelli per esplorare queste opzioni, anche se restano molte incognite. Non è chiaro se una discesa sotto il 25% basterebbe a rassicurare Washington, né chi potrebbe rilevare la partecipazione. 

Oggi su ItalyPost

logo USPI