11 Gennaio 2026 | 23:28

Cerca

Maria Gaia Fusilli

07 Gennaio 2026, 17:54

La vicenda

Pirelli tratta con Sinochem. Sul tavolo la discesa al 10% del capitale

Tronchetti spinge per l'accordo con i cinesi e una governance stabile. L’ipotesi è ridurre la quota cinese al 10% per proteggere il business Usa. Il governo segue la trattativa per evitare lo scontro in assemblea a maggio

Pirelli tratta con Sinochem. Sul tavolo la discesa al 10% del capitale

Marco Tronchetti Provera (Canio Romaniello, Imagoeconomica)

Pirelli stringe sui tempi con il socio Sinochem e per la prima volta emerge un’ipotesi concreta per risolvere l'impasse: la partecipazione del colosso chimico cinese, oggi al 34%, potrebbe scendere al 10%, una soglia che lo trasformerebbe in investitore ‘passivo’ e soprattutto che non impatterebbe il business americano. A riferirlo è Bloomberg.

Era già noto che il governo italiano fosse attivamente al lavoro con gli azionisti per tutelare un’azienda strategica del nostro Paese di fronte ad un’urgenza che è concreta: Pirelli rischia di vedere compromesso l'accesso al mercato statunitense, che vale oltre il 20% dei ricavi, a causa della decisione dell'amministrazione Trump di applicare da marzo il divieto su hardware e software cinesi nei veicoli connessi.​

La questione ruota attorno ai Cyber Tyre, pneumatici intelligenti che integrano sensori capaci di raccogliere dati sulla dinamica di marcia. Una tecnologia all’avanguardia finita nel mirino di Washington, preoccupato che i dati possano essere accessibili a entità cinesi. Le nuove regole entreranno in vigore con i modelli 2027 per il software e 2029 per l'hardware.​

Negli ultimi mesi la tensione nella governance si è fatta evidente. I consiglieri nominati da Sinochem hanno sistematicamente bocciato i bilanci non per i risultati economici che sono rimasti soddisfacenti, ma per contestare la dichiarazione del consiglio secondo cui il gruppo cinese non avrebbe esercitato più il controllo sull’azienda. Quella delibera, approvata ad aprile 2025, era funzionale a superare gli ostacoli normativi negli Stati Uniti, ma Sinochem ha sempre ritenuto che sulla base dei patti parasociali e del diritto italiano il controllo di fatto permaneva.

Parallelamente Marco Tronchetti Provera ha rafforzato la posizione italiana portando la propria quota oltre il 25%. La nomina da parte di Sinochem di Bnp Paribas come advisor a dicembre ha segnalato per la prima volta una concreta disponibilità a valutare la cessione.​

Il timing è cruciale. Il patto parasociale scadrà il 19 maggio 2026, prima dell'assemblea primaverile. In assenza di accordo, il rischio è uno scontro assembleare con liste contrapposte. Di fronte a questa situazione, il governo Meloni ha scelto un equilibrio pragmatico e si è fatto regista. Dopo aver archiviato a settembre un procedimento Golden Power, l'esecutivo ha lasciato intendere che potrebbe operare il congelamento dei diritti di voto, come ultima risorsa in caso la situazione non si risolvesse. Nelle prossime settimane si capirà se la trattativa troverà sbocco, permettendo a Pirelli di uscire dallo stallo e tornare a concentrarsi sulla performance sui mercati.

Oggi su ItalyPost

logo USPI