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08 Gennaio 2026, 17:24

Battaglia legale

Strasburgo chiude la lunga guerra di Segrate
Legittimo il risarcimento di Fininvest a Cir

Strasburgo chiude la lunga guerra di SegrateLegittimo il risarcimento Cir, respinto Berlusconi

Silvio Berlusconi, sullo sfondo Carlo De Benedetti (Raffaele Verderese, Imagoeconomica)

A trentasei anni dal verdetto che segnò la ‘guerra di Segrate’, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha chiuso definitivamente una delle vicende giudiziarie più lunghe e complesse dell’imprenditoria italiana, che ha segnato profondamente la storia dell'editoria e rappresenta uno dei maggiori scandali di corruzione giudiziaria del nostro paese. Con la sentenza depositata l’8 gennaio, i giudici di Strasburgo hanno confermato la legittimità della revisione della decisione del 1991 e il diritto della Cir a ottenere da Fininvest un risarcimento di circa 500 milioni di euro, mettendo fine a un contenzioso durato oltre tre decenni.

Dal lodo del 1990
alla sentenza finale
tre decenni di carte
e battaglie legali
tra Fininvest e De
Benedetti per il
controllo di Mondadori

La vicenda affonda le radici nella contesa per il controllo di Arnoldo Mondadori Editore a metà degli anni Ottanta. Nel giugno 1990 un collegio arbitrale assegnò la casa editrice alla Cir di Carlo De Benedetti, annullando l’operazione di Silvio Berlusconi. Ma il 24 gennaio 1991 la Corte d’appello di Roma ribaltò il lodo arbitrale con una sentenza firmata dal giudice Vittorio Metta, restituendo Mondadori a Fininvest. Quel capovolgimento aprì la strada a indagini che, negli anni successivi, accertarono la corruzione del magistrato: Metta aveva ricevuto circa 400 milioni di lire riconducibili a Fininvest, con l’avvocato Cesare Previti indicato come organizzatore del sistema corruttivo. Nel 2003 Metta fu condannato a undici anni di reclusione.

Sul piano civile, la Cir avviò un’azione risarcitoria per i danni subiti. Nel 2009 il tribunale di Milano condannò Fininvest a quasi 750 milioni di euro, cifra poi ridotta in appello a 560 milioni e definitivamente fissata dalla Cassazione nel 2013 a 494 milioni. 

Nel 2014 Berlusconi si rivolse alla Cedu, denunciando violazioni dell’equo processo, della sicurezza giuridica, della presunzione d’innocenza e del principio del ne bis in idem. Strasburgo ha respinto quasi integralmente il ricorso, ritenendo legittimo il riesame civile di una sentenza viziata da corruzione e adeguatamente motivata la quantificazione del danno. L'unico punto dove la Cedu dà ragione a Fininvest riguarda una questione procedurale minore: la carenza di motivazione della Corte di Cassazione sulla liquidazione delle spese processuali.

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