11 Gennaio 2026 | 23:31

Cerca

16 Dicembre 2025, 18:43

A dicembre rallentano anche gli Usa. Su i prezzi, giù l’occupazione

L'attività produttiva frena dopo 35 mesi positivi. Prezzi dei servizi al top, soffre la domanda

A dicembre rallentano anche gli Usa. Su i prezzi, giù l’occupazione

Polo industriale di Manhattan, New York

Anche il motore americano, a fine anno, gira a ritmo piú lento. L’indagine flash di dicembre di S&P Global sul Pmi composito evidenzia una crescita ancora presente, ma meno dinamica rispetto ai mesi precedenti. Secondo i dati preliminari, l’indice scende a 53 punti dai 54,2 di novembre, il livello più basso dallo scorso giugno, pur rimanendo sopra la soglia di 50 punti che indica espansione. Questo significa che l’economia continua a crescere ma a un ritmo più lento. E l’attività produttiva registra una crescita ininterrotta da 35 mesi sia nei servizi sia nell’industria ma rallenta a causa di una domanda meno vivace.

Nel manifatturiero, la crescita segna un passo più lento: il Pmi preliminare di dicembre scende a 51,8 punti dai 52,2 di novembre, leggermente sotto le attese ma comunque in espansione per il quinto mese consecutivo. La produzione registra il ritmo più debole degli ultimi tre mesi, mentre l’occupazione cresce al passo più rapido da agosto e i tempi di consegna dei fornitori si allungano ai massimi da settembre, indicando possibili rallentamenti nella catena di approvvigionamento. I nuovi ordini mostrano una dinamica a due velocità: nel manifatturiero calano per la prima volta da dicembre 2024, interrompendo un trend positivo di un anno, mentre nei servizi la crescita del new business scende ai livelli più bassi degli ultimi venti mesi. Nel complesso, l’espansione degli ordini è timida, segnando il ritmo più debole dall’aprile 2024 e indicando un rallentamento della domanda sia interna sia internazionale.

Anche sul fronte del lavoro la frenata è evidente: la crescita dell’occupazione a dicembre è marginale, la più bassa da settembre 2025. Nel manifatturiero l’occupazione continua a crescere al ritmo più sostenuto da quattro mesi, ma nei servizi rimane quasi ferma. L’incremento dei salari segna anch’esso il minimo da aprile, frenato dai costi elevati, dalla domanda debole e dall’incertezza sulle prospettive economiche. Le aspettative delle imprese restano positive, ma con un tono meno ottimista: la fiducia scende sotto la media storica, appesantita dai prezzi in aumento, dalla debolezza della spesa dei consumatori, dall’incertezza e dai dazi, pur con la speranza che tassi più bassi e stimoli fiscali possano sostenere la crescita.

I prezzi mostrano segnali di accelerazione: i costi di produzione raggiungono il livello più alto dal novembre 2022. Nel manifatturiero l’inflazione rallenta leggermente ma resta storicamente elevata, mentre nei servizi tocca il picco più alto da oltre tre anni. Questi rincari si riflettono sui prezzi al consumo, con l’inflazione complessiva a dicembre che raggiunge il livello più alto da luglio, tra i più elevati dal 2022. Nel manifatturiero la concorrenza frena i prezzi, mentre nei servizi i rincari si intensificano con un ritmo che non si vedeva da agosto 2022.

Oggi su ItalyPost

logo USPI