Assicurazioni
Revo mette il turbo in Borsa. Vittoria Assicurazioni verso il 20%
Indiscrezioni su un aumento della quota di Vittoria accendono il titolo. L’insurtech di Minali balza ai massimi dal debutto del 2022 (+7,1%). Si rafforzano le attese di un legame anche sul piano industriale
Alberto Minali, ceo Revo (© Clemente Marmorino, Imago Economico)
Revo Insurance mette il turbo a Piazza Affari e chiude a +7,1%. Un balzo che segue le indiscrezioni di Milano Finanza secondo cui Vittoria Assicurazioni avrebbe presentato all’Ivass la richiesta per salire fino al 20% del capitale della insurtech guidata da Alberto Minali. Il titolo è balzato a 20,05 euro, sui massimi dalla quotazione del 2022.
Nata nel 2021 dall’iniziativa di Minali e di un gruppo di investitori attraverso la Spac Revo, poi protagonista di una fusione inversa con Elba Assicurazioni, la società sul fronte industriale è posizionata come operatore di nicchia ad alta crescita nel ramo danni. Ha chiuso i primi nove mesi del 2025 con un utile netto di 18,4 milioni di euro, in aumento del 28,7% su base annua. I premi lordi contabilizzati sono ammontati a 280,7 milioni di euro, con i ricavi assicurativi che sono arrivati a 210,7 milioni di euro, in sensibile aumento ai primi nove mesi del 2024.
Ad oggi Vittoria Assicurazioni, controllata dalla famiglia Acutis, rappresenta comunque il primo investitore con un 8,59%, seguita da Revo Advisory con il 6,47%, Fondazione Cariverona al 6,45%, il riassicuratore francese Scor Se al 6,38%, mentre le azioni proprie ammontano al 3,88%; il flottante si attesta così a circa il 68%.
Per gli analisti di Equita l’investimento di Vittoria è stato finora «pressoché esclusivamente di natura finanziaria» ma andrà valutato se l’eventuale salita al 20% sarà accompagnata da accordi industriali. A loro giudizio, per posizionamento competitivo e business model, Revo rappresenta «un unicum nel panorama assicurativo domestico» e può quindi configurarsi come potenziale target in ottica M&A, anche alla luce di una crescita degli utili attesi nettamente superiore alla media di settore.
Su questo l’amministratore delegato di Revo, Minali – che dichiara di aver appreso dalla stampa la notizia – specifica che è «prematuro» ipotizzare sviluppi industriali come pure «fare ipotesi di aggregazioni che non sono all'ordine del giorno. «Con Vittoria – spiega – non abbiamo rapporti commerciali, in questo momento siamo completamente separati». In ogni caso «la domanda va posta a loro, ma è meglio aspettare che l'Ivass conceda l'autorizzazione, che credo andrà a buon fine vista la qualità dell'interlocutore». Intanto Revo resta focalizzata sul piano standalone al 2028: «Il 2025 lo chiuderemo molto bene, siamo a target con i numeri, con premi intorno ai 400 milioni e 27-28 milioni di utile». Da parte sua Minali si dice «contento che un investitore di grande qualità voglia aumentare la propria esposizione al capitale».

Turchia sempre più forte
I tre pilastri dell’avanzata
di Alessandro Arduino
Mentre l’Europa resta assorbita dall’ansia per l’invasione russa dell’Ucraina e dall’ipotesi, fino a poco tempo fa impensabile, di una ...