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16 Ottobre 2025, 12:47

Acciaierie Beltrame, nel ’24 ricavi a 1,57 mld. «Dall’Ue meno ideologia e più concretezza»

Dal 2018 al 2024 il gruppo siderurgico vicentino ha registrato un balzo dei ricavi pari a +69,2%, passando da 1,09 a 1,84 miliardi di euro, così come l’Ebitda, cresciuto di oltre il 69%, da 68,7 a 115,9 milioni di euro. L’ad Barbara Beltrame Giacomello: «La Ue deve smettere di avere 27 regolamentazioni diverse»

Acciaierie Beltrame, nel ’24 ricavi a 1,57 mld. «Dall’Ue meno ideologia e più concretezza»

Uno stabilimento del Gruppo Acciaierie Beltrame

«Siamo la quinta generazione di una famiglia che vive per l’acciaio, e oggi più che mai vogliamo costruire un futuro sostenibile, digitale e competitivo per il gruppo». Le parole pronunciate da Barbara Beltrame Giacomello, vicepresidente di Afv Acciaierie Beltrame, nel corso del Summit delle Top Italian Companies (andato in scena il 9 e 10 ottobre a Casa Marcegaglia), aprono il racconto di un’impresa che, dopo 130 anni di storia, continua a reinventarsi.

Fondata nel 1896 da Antonio Beltrame a Vicenza, l’azienda rappresenta una delle storie industriali più longeve e radicate del Nord Est, simbolo di un saper fare che ha saputo attraversare guerre, crisi e rivoluzioni tecnologiche senza mai perdere la propria identità. Da officina meccanica con fonderia elettrica a gruppo internazionale leader nella produzione di laminati mercantili, travi e acciai speciali, la sua storia attraversa tre secoli di industria italiana. Negli anni ’60 e ’70 la società ha avviato un’importante stagione di investimenti tecnologici e ampliamenti produttivi, aprendo stabilimenti a Marghera e San Giorgio di Nogaro. Negli anni ’90 la strategia di crescita estera ha portato all’acquisizione della francese Laminés Marchands Européens e all’ingresso nei mercati svizzero e romeno, segnando la trasformazione in un player europeo dell’acciaio.

Oggi Beltrame conta circa 3000 dipendenti, sette stabilimenti e una capacità produttiva di circa 3 milioni di tonnellate annue, fornendo acciaio a settori strategici come edilizia, meccanica, automotive, navale, ferroviario ed energia. L’azienda, rimasta saldamente controllata dalla famiglia fondatrice da cinque generazioni, ha saputo coniugare la solidità dei valori familiari con un management moderno e una visione industriale orientata al futuro.

Nel 2024 il gruppo siderurgico vicentino ha registrato ricavi per 1,57 miliardi di euro (–7,6% rispetto all’anno precedente), in un anno complesso segnato dalle difficoltà operative in Svizzera e Romania, ma anche dall’avvio di una nuova stagione di innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale che guarda con fiducia al piano industriale 2025-2029. Sempre l’anno scorso l’Ebitda si è attestato su 5,7 milioni (-89%), mentre le perdite sono ammontate a 129,6 milioni (erano state di 86,9 milioni nel 2023) risentendo delle difficoltà operative in Svizzera e Romania. La posizione finanziaria netta ha registrato un indebitamento di 78,7 milioni, in aumento rispetto ai 45,2 milioni del 2023. Dati che riflettono la volatilità del mercato e le difficoltà incontrate da alcuni stabilimenti, in particolare in Svizzera e Romania. «In Svizzera le politiche ambientali stanno penalizzando le aziende energivore, mentre in Romania abbiamo dovuto affrontare problemi organizzativi, ma li stiamo superando», prosegue Beltrame, che sottolinea come «Italia e Francia stiano andando bene e mostrino segnali di resilienza».

Fondata nel 1896 a Vicenza, Afv Acciaierie Beltrame è oggi leader europeo nella produzione di laminati mercantili, travi e acciai speciali. Il gruppo conta 3.000 dipendenti, sette stabilimenti e una capacità produttiva di 3 milioni di tonnellate annue. Controllato dalla quinta generazione Beltrame, punta su digitalizzazione, energia rinnovabile e idrogeno per ridurre del 40% le emissioni di CO₂ entro il 2030 e costruire un futuro sostenibile dell’acciaio.

Il confronto pluriennale conferma tuttavia una traiettoria di crescita solida. Dal 2018 al 2024 i ricavi sono aumentati del 69,2%, passando da 1,09 a 1,84 miliardi di euro, mentre l’Ebitda è cresciuto di oltre il 69%, da 68,7 a 115,9 milioni di euro, sostenuto da un progressivo miglioramento dell’efficienza produttiva e dal consolidamento dei mercati europei di riferimento. L’utile netto ha raggiunto 51,9 milioni di euro, in crescita rispetto ai 14,6 milioni del 2018.

Sul fronte ambientale, Beltrame sta portando avanti un programma di decarbonizzazione con l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni di CO₂ entro il 2030. Il piano poggia su quattro pilastri: miglioramento dell’efficienza energetica (tramite revamping di forni e impianti), economia circolare (riutilizzo di scorie e materiali di recupero), approvvigionamento di energia rinnovabile e sperimentazione di tecnologie a idrogeno. Già oggi le emissioni del gruppo sono inferiori alla media europea del settore, grazie all’uso prevalente di forni elettrici al posto di quelli a carbone.

Un elemento distintivo è il controllo diretto delle proprie fonti energetiche: Beltrame dispone di 12 centrali idroelettriche tra Veneto e Piemonte, che coprono il 38% del fabbisogno energetico complessivo. «Abbiamo scelto di integrare la produzione di energia rinnovabile all’interno del gruppo per garantire stabilità e competitività e vendiamo anche parte dell’energia in eccesso. L’idrogeno sarà il passo successivo, ma la burocrazia rallenta progetti già pronti».

Il modello operativo di Afv è fondato su una logica di produzione pronta all’uso, con magazzini costantemente riforniti per rispondere tempestivamente alla domanda dei clienti. Questo approccio consente di garantire flessibilità e affidabilità anche nei momenti di tensione del mercato. «Non lavoriamo su commessa, ma manteniamo sempre una scorta strategica per essere pronti a consegnare: è uno dei nostri punti di forza», afferma la vicepresidente.

Le prospettive per il 2025 si annunciano più favorevoli. Il gruppo prevede un recupero di marginalità grazie alla normalizzazione dei costi energetici e alla riorganizzazione delle controllate estere. «Il nostro settore è ciclico e volatile, ma abbiamo corretto la rotta e migliorato la struttura organizzativa. Ci aspettiamo un anno migliore, anche perché l’Europa sta lavorando a nuovi piani per sostenere la siderurgia».

Guardando oltre i numeri, la strategia del gruppo si fonda su una visione di Europa industriale unita. «La Ue deve smettere di avere 27 regolamentazioni diverse — conclude Beltrame Giacomello —. Dobbiamo essere più uniti, determinanti, ascoltati davvero, con decisioni meno ideologiche e più concrete».

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