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20 Dicembre 2025, 13:31

Ritrovare lo spazio inclinato di “Bang sei morto”

Ritrovare lo spazio inclinato di “Bang sei morto”

Dettaglio di una tavola di "Bang! Sei morto" di Francesca Ghermandi (Eris ed., 2025)

Inaugurare le copertine dell’Indice della settimana con un’illustrazione tratta da Bang! Sei morto significa cominciare da un’artista che ha fatto della libertà visiva il centro del proprio lavoro. La nuova edizione del graphic novel, appena riproposta da Eris, permette di ritrovare uno dei libri che meglio mostrano l’ampiezza dello sguardo di Francesca Ghermandi.

Pubblicato per la prima volta nel 2003 in Francia, Spagna e Stati Uniti, Bang! fu accolto da Fantagraphics, la casa editrice americana di Gary Groth e Kim Thompson che ha sostenuto alcune delle forme più radicali e inventive del fumetto contemporaneo. È un’opera che intreccia in modo naturale il noir europeo e statunitense, da Boileau-Narcejac a Simenon, da Cornell Woolrich a James Cain, con il cinema di Fritz Lang, Orson Welles, Alfred Hitchcock, Billy Wilder e l'inquietudine visiva di Luis Buñuel. Sul piano grafico si riconoscono l’elasticità dei Fleischer Studios, l’energia di Tex Avery e Chuck Jones, le curvature delle Merrie Melodies e dei Looney Tunes, insieme alla forza essenziale del fumetto delle origini: George Herriman, Floyd Gottfredson, Carl Barks, Chester Gould.

L’aspetto sorprendente è il modo in cui questo materiale diventa un’unica voce: Ghermandi non cita mai per esibire, ma per trasformare. La deformazione delle figure, le prospettive mobili, i colori che spingono la scena verso l’eccesso non sono effetti ma strategie narrative. Lo spazio è spesso inclinato, attraversato da linee diagonali e corridoi di fuga che ricordano la tradizione espressionista più che il fumetto umoristico. Bang! mostra una capacità rara: generare coerenza attraverso la metamorfosi continua.

Questa qualità nasce da un percorso che attraversa scuole e città diverse. Cresciuta in un ambiente familiare immerso nell’arte, Ghermandi si forma in un clima in cui fumetto, satira, cinema e design convivevano senza gerarchie. Gli incontri con nuove estetiche – la linea chiara francese e belga, l’underground statunitense di Robert Crumb, Gary Panter e Charles Burns, il realismo grafico di José Muñoz e Carlos Sampayo – alimentano un immaginario che non smette mai di mutare. Le prime pubblicazioni all’estero, come Suburbia/Pop 666 su Rubber Blanket di David Mazzucchelli, confermano una riconoscibilità già adulta.

Accanto al fumetto, l’illustrazione diventa un territorio di sperimentazione: collaborazioni con quotidiani, manifesti, loghi, e progetti con il grafico giapponese Kasai Kaoru, fino ai personaggi realizzati per Tamiya. Ogni immagine è un modo per ridefinire peso, ritmo, distanza.

Il ritorno di Bang! avviene in una fase matura della sua opera. I misteri dell’Oceano Intergalattico esplora mondi possibili con grande libertà, mentre Babbo, dove sei? affronta l’autobiografia con una sincerità limpida. Affidare a Ghermandi le prime copertine del nostro settimanale significa riconoscere la forza di un’artista che attraversa linguaggi e tradizioni senza mai perdere la propria voce.

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