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20 Dicembre 2025, 13:40

L'Editoriale della settimana

Con lo psichedelico luna park disegnato da una delle più internazionali delle illustratrici italiane, esordiamo con il primo numero de “L’Indice della settimana”. Siamo partiti da una domanda semplice a cui è molto difficile rispondere: come si fa a raccontare la cultura? E cosa è mai la cultura oggi?

Il nostro è un tempo in cui tutto è mescolato, alto e basso, presente passato e futuro hanno assunto un'unica dimensione e il valore alto dell’umanesimo ha perso del tutto la sua influenza. E allora, nel tentativo di formulare un prodotto che unisca buon giornalismo e approfondimento, abbiamo pensato di seguire un’ipotesi: perché non aprirsi all’Europa, alla dimensione geografica e politica nella quale dovremmo essere immersi per ritrovare una rotta morale e recuperare un ruolo nella attuale temperie?

Un settimanale di cultura europea, dunque, sulla rotta di quello che pensava Altiero Spinelli nel suo memoir dal titolo “Come ho tentato di diventare saggio”. “La federazione europea non si presentava come una ideologia. Era la sobria proposta di creare un potere democratico europeo”.

Una sobria proposta spinelliana, il nostro primo “Indice della settimana” presenta una riflessione sul ruolo fondamentale delle donne nella scuola del Bauhaus, dominata nella vulgata dalla direzione di artisti di potere. A seguire l’originale e monumentale rete degli Spomenik jugoslavi in rapporto con la memoria della resistenza jugoslava, un ritratto della rivoluzionaria cantante irlandese Sinead O’Connor accompagnato da un’accurata discografia, l’uso dell’IA nelle nuove rappresentazioni teatrali inglesi e francesi, e una lunga intervista al direttore del Festival di Locarno contro le major americane. A chiudere le parole di Francesca Ghermandi, come in un cerchio ideale che contiene protagonismi femminili, memorie di lotta e rotte ultra contemporanee nel teatro e nel cinema.

Una proposta che vuole insistere sulla trasversalità dei temi e su come il cosidetto “inattuale” lancia segnali e accende pensieri sull’attualità così poco memore delle sue matrici. Buona lettura.

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