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07 Gennaio 2026, 12:28

Il mondo fra vent’anni​. La sfida industriale

Il mondo fra vent’anni​. La sfida industriale

Un dibattito del Green Economy Festival di Parma

Il mondo tra vent’anni. Non è uno slogan ma la domanda intorno a cui ruota il Green Economy Festival 2026, in programma dal 14 al 19 aprile, con il Tour Le Fabbriche della Sostenibilità dal 14 al 16 aprile e le giornate di Festival a Parma dal 17 al 19 aprile. Una domanda tanto semplice quanto scomoda, perché chiama direttamente in causa chi fa impresa oggi e chi, domani, ne sarà cliente, lavoratore o decisore.

Progettare prodotti e servizi per un pianeta a risorse limitate non è più un esercizio teorico né un capitolo da inserire nei bilanci di sostenibilità. È una questione industriale concreta. Le imprese dovranno decidere che cosa produrre, come produrlo e con quali materiali, sapendo che il cambiamento climatico non è un rischio remoto ma una condizione strutturale. Riduzione delle emissioni, adattamento, resilienza delle filiere, efficienza energetica e logistica non saranno opzioni reputazionali ma fattori competitivi in grado di determinare la sopravvivenza o il declino di interi settori.

Il tema riguarda anche la domanda. I giovani, spesso evocati come motore della transizione, sono chiamati a una verifica meno ideologica e più concreta dei propri comportamenti di consumo. Perché esiste una contraddizione evidente tra una sensibilità ambientale molto dichiarata e stili di vita sempre più energivori: un e-commerce che moltiplica movimentazioni e imballaggi, svuotando il commercio di prossimità; un turismo low cost economicamente accessibile ma ad altissimo impatto emissivo; un uso intensivo di tecnologie digitali che richiedono data center, infrastrutture e consumi energetici crescenti. Se non affrontata, questa contraddizione rischia di trasformarsi in un problema anche per le imprese, chiamate a rispondere a una domanda incoerente e volatile.

È su questo terreno che il Festival sceglie di misurarsi, evitando semplificazioni. Il cambiamento climatico viene trattato come un problema di rischio da gestire, non come una fede da professare: una questione scientifica, economica e industriale che impone scelte razionali. Un’impostazione che attraverserà anche alcuni contributi culturali e scientifici, dalle riflessioni sul clima di studiosi come Timothy Palmer alle letture etiche di Vito Mancuso, fino ai temi della ricerca, dell’intelligenza artificiale e della robotica affrontati da Maria Chiara Carrozza, o alla rilettura del valore economico della natura proposta da Pavan Sukhdev. Con uno sguardo attento anche alla narrazione scientifica, affidata a voci come Paolo Giordano.

Ma i protagonisti assoluti del Festival saranno gli imprenditori e le imprese. Saranno loro a raccontare dei problemi reali e delle soluzioni a cui stanno lavorando. Imprenditori, come da tradizione del Festival, piccoli medi e grandi. Alcuni dei quali apriranno le porte delle loro aziende per mostrare il loro percorso per diventare vere e proprie Fabbriche della Sostenibilità. Altri per raccontare come Bruxelles dovrebbe cercare di affrontare i problemi con maggiore coerenza e pragmatismo. E per raccontare ciò che farà davvero la differenza nei prossimi vent’anni: il design dei prodotti, il packaging, l’agroalimentare, l’organizzazione del lavoro, la sostenibilità sociale, le economie dei territori marginali. Ambiti meno appariscenti dell’AI o dell’auto autonoma – di cui pure, ovviamente, si parlerà - ma decisivi per la competitività del sistema produttivo.

Diretto da Filiberto Zovico, affiancato da un comitato scientifico composto da giornalisti, tra cui Elena Comelli, Luca Pagni, Jacopo Giliberto, Stefano Agnoli, e da docenti come Veronica Tibiletti  e Silvia Bodoardo, promosso da ItalyPost, Corriere della Sera e L’Economia del Corriere della Sera e organizzato da Post Eventi (società del gruppo Nem) con il supporto delle istituzioni locali, e di una rete consolidata di partner come il gruppo Iren, Credit Agricole e Davines,  il Festival conferma la propria vocazione: offrire a imprenditori e manager uno spazio di confronto serio sulle scelte che contano davvero.

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