Fuori controllo. I business illegali da Russia e Myanmar
Il presidente Vladimir Putin incontra il generale Min Aung Hlaing al Cremlino, settembre 2025 (© Ansa)
Nel settore del legno, a pesare sulla deforestazione globale è una serie di business illegali che continuano ad alimentare le catene di approvvigionamento dirette in Europa con materiali provenienti da aree disboscate o sotto embargo. È il caso di Russia e Bielorussia, dove cresce la betulla usata per il compensato. Nonostante le sanzioni legate al conflitto in Ucraina, un report diffuso da Earthsight a gennaio 2025 rivela come questo legname continui a circolare in Europa grazie a triangolazioni commerciali, documenti alterati e un sistema di controllo spesso inefficace.
Il risultato? Un giro d'affari superiore a 1,5 miliardi di euro dall’avvio delle sanzioni. «Abbiamo raddoppiato i costi pur di operare nella legalità, ma quasi l'80 per cento del materiale che circola è di origine russa e può contare su prezzi sensibilmente scontati», denunciano dal settore, definendo la situazione «un’irritante concorrenza sleale». Triangolazioni e pratiche illegali caratterizzano anche il binario che collega l'Europa al Myanmar, patria del pregiatissimo Burma Teak usato nella nautica.
Diversi report internazionali – che hanno coinvolto anche l'Italia – documentano come il business del teak sia quasi interamente nelle mani del Myanmar Timber Enterprise, ente controllato dalla giunta militare che governa il Paese dal 2021 e bersaglio dei divieti imposti dall'Eutr. «Questo legno non può essere immesso nei mercati Ue ma sono ben note soluzioni tra Paesi terzi per garantirne l'approvvigionamento, sintomo che le sanzioni non sono strumenti del tutto efficaci», riconosce una fonte diplomatica.

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