Fiasconaro e i panettoni siciliani, in 7 anni ricavi quasi raddoppiati. Aperto il primo store a New York
L’export dell’azienda dolciaria rappresenta oggi oltre il 30% del totale. Dal 2018 al 2024 il fatturato è cresciuto da 18 a 33 milioni (+81%). A ottobre il marchio ha inaugurato il primo temporary store a Manhattan
Nicola Fiasconaro (Giulia Palmigiani, Imagoeconomica)
Cresciuto tra il profumo delle cassate e il fascino delle grandi scatole azzurre dei panettoni dei grandi maestri pasticceri milanesi come Motta e Alemagna, Nicola Fiasconaro ricorda ancora l’incanto dei Natali vissuti da bambino. «A casa nostra arrivavano quei prodotti, e io restavo affascinato da quelle confezioni con il Duomo e le stelline dorate», racconta con nostalgia a ItalyPost. Quel sapore del Nord, unito alla memoria olfattiva della zagara e dei vini marsalati, è diventato la scintilla di un sogno: creare, dalla Sicilia, un panettone capace di racchiudere l’anima dell’isola. Un’intuizione coltivata nel tempo, nata dall’incontro tra curiosità infantile e memoria sensoriale. Da quell’idea è nata Fiasconaro, oggi simbolo internazionale dell’alta pasticceria artigianale e punto d’incontro tra due culture lievitate – quella meneghina e quella siciliana – fuse in un’unica, dolcissima identità.
È a Castelbuono, borgo nel cuore del Parco delle Madonie, che tutto ha avuto inizio nel 1953, quando Mario Fiasconaro aprì una piccola gelateria in piazza Margherita. Da quelle granite agli agrumi preparate con il ghiaccio delle neviere locali è cresciuta una delle più celebrate pasticcerie italiane, oggi guidata dai figli Nicola, Martino e Fausto. In settant’anni di storia, l’azienda ha saputo unire la cura artigianale a una visione d’impresa moderna, diventando un marchio sinonimo di eccellenza italiana nel mondo. Fu proprio Nicola che, affascinato dal lievito madre e dalla maturazione degli impasti, trasformò negli anni Novanta il locale in un laboratorio specializzato anche nella produzione di panettoni, un dolce fino ad allora legato esclusivamente alla tradizione lombarda.
Una crescita umana e professionale che trova riscontro anche nei risultati finanziari. Nel 2024 il gruppo ha registrato ricavi per 33,1 milioni di euro (+1,8% rispetto al 2023), un Ebitda di 3,6 milioni (con una marginalità del 10,5%, il valore più basso registrato negli ultimi dieci anni) e utili per 1,86 milioni (-37,6%). La disponibilità di cassa si è attestata su 3,26 milioni e il debt/Ebitda ratio è stato di 0,50x.
La traiettoria sul medio-lungo periodo parla da sola: dal 2017 al 2023, il perimetro di anni della ricerca del centro studi ItalyPost, i ricavi sono più che raddoppiati (+110%), mentre l’Ebitda è aumentato da 2,2 milioni (pari al 14% del fatturato) a 4,9 milioni (pari al 15% del fatturato) e l’utile netto è cresciuto da 1,3 a 3 milioni.
Numeri che raccontano la forza di un modello fondato su artigianalità, filiera corta e valorizzazione del territorio. Già insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel 2020 dal Presidente Mattarella, Nicola Fiasconaro ha portato l'azienda a ricevere prestigiosi riconoscimenti, tra cui le 3 stelle al Superior Taste Award di Bruxelles. «Abbiamo una corporazione di Fiasconaro negli Stati Uniti – spiega l’Ad –. Qui a Castelbuono è nata una favola, la dimostrazione che si può fare sistema anche in Sicilia, valorizzando cultura, ingredienti locali e giovani».

Dalla gelateria di Castelbuono, in provincia di Palermo, ai panettoni simbolo del made in Italy nel mondo: la storia di Fiasconaro nasce dall’intuizione di Nicola, che ha unito la tradizione meneghina del lievito madre ai profumi e alle materie prime tipiche siciliane. Oggi il gruppo dolciario cresce nei numeri e nell’export, conquista gli Stati Uniti con un temporary store a New York (aperto a ottobre 2025) ed è diventato ambasciatore culturale dell’isola, tra artigianalità, filiera corta e visione internazionale
Proprio negli Usa, a Manhattan, l’azienda ha inaugurato il suo primo temporary store, con l’apertura avvenuta a ottobre 2025. Si tratterà di un presidio diretto nel mercato americano – oggi il più rilevante all’estero, con un’incidenza del 13% sul fatturato – e un tassello della strategia di internazionalizzazione. L’obiettivo è far conoscere il gusto e la tradizione siciliana nel cuore di New York, promuovendo un made in Italy che parla di cultura oltre che di prodotto. «Non è solo un’operazione commerciale – prosegue Nicola Fiasconaro – ma un’occasione per esportare un patrimonio culturale fondato su tradizioni artigianali e filiere locali». Nel 2024 l’export ha rappresentato il 34% del fatturato complessivo della società, con una crescita costante in Europa e nei mercati extra Ue, dagli Stati Uniti alla Svizzera, fino all’Australia. Una presenza consolidata anche grazie a collaborazioni prestigiose come quella con Dolce&Gabbana, giunta al settimo anno e diventata simbolo del connubio tra moda e pasticceria, con packaging iconici caratterizzati da stampe e motivi tipici del folklore siciliano.
Accanto ai panettoni e alle colombe, che restano il core business, il gruppo ha ampliato negli anni la propria offerta, con linee continuative di torroncini, creme spalmabili, confetture e mieli, tutti realizzati con materie prime locali: pistacchio di Bronte, manna delle Madonie, nocciole di Polizzi Generosa. «La ricerca del prodotto a chilometro zero l’ho fatta fin da ragazzo. Il nostro segreto è l’unione tra la cultura del Nord, delle paste acide, e quella siciliana delle materie prime».
L’espansione è anche culturale. Il marchio è ormai ambasciatore dell’arte dolciaria italiana nel mondo: dalle tavole papali al Quirinale, dai banchetti internazionali fino alla conquista di New York, dove Nicola Fiasconaro ha ricevuto la Medaglia “Cristoforo Colombo” dalla Columbus Citizen Foundation per il contributo alla diffusione dell’eccellenza gastronomica italiana. Guardando al futuro, la società punta a consolidare il proprio presidio internazionale e a rafforzare la rete retail con nuove aperture, a partire da Milano, «città che vive del mito del panettone». «Il 2025 sarà l’anno zero – conclude l’Ad –. Da Manhattan partirà uno tsunami meraviglioso che invaderà il mondo di dolcezza e creazioni siciliane».


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di Filiberto Zovico
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