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05 Dicembre 2025, 19:03

Cresce il Porto di Ravenna +8,6% sugli undici mesi In testa l’agroalimentare

25,4 mln di tonnellate di merci movimentate Crescono i traffici di petroliferi (+42,9%) e gas naturale liquefatto Sale l’import di cereali a 1,8 mln di tonnellate

Porto di Ravenna

Veduta aerea del Porto di Ravenna

Il porto di Ravenna ha registrato nei primi undici mesi del 2025 un incremento complessivo dei volumi movimentati pari all’8,6%, confermando la tendenza positiva del traffico commerciale già rilevata nei mesi precedenti. La stima elaborata dall’Autorità di sistema portuale indica circa 25,4 milioni di tonnellate di merci movimentate tra gennaio e novembre.

L’apporto più rilevante arriva dal settore agroalimentare, che cresce del 14,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. In particolare, l’import di cereali segna un aumento del 47,5%, raggiungendo 1,8 milioni di tonnellate, mentre per gli oli animali e vegetali l’incremento si attesta al 21,5%. Fonti portuali segnalano che l’espansione del comparto è legata sia alla maggiore domanda delle imprese di trasformazione dell’Italia settentrionale sia al rafforzamento dei collegamenti commerciali con i Paesi del bacino del Mediterraneo.

Anche i prodotti energetici mostrano un andamento positivo: i traffici di prodotti petroliferi crescono del 42,9%, trainati in particolare dalle operazioni di scarico di gas naturale liquefatto (Gnl) destinate al rigassificatore. Nei primi dieci mesi dell’anno tredici navi hanno scaricato complessivamente circa 900mila tonnellate di Gnl, contribuendo in modo significativo all’aumento complessivo dei volumi.

Il traffico containerizzato si conferma in aumento, con 195mila teu movimentati e una crescita del 6,2% rispetto al 2024. Le merci trasportate in container registrano un incremento del 6,4%, in linea con la ripresa dell’attività manifatturiera dell’area emiliano-romagnola e con la strategia di diversificazione delle rotte adottata dagli operatori logistici.

Positivo anche l’andamento dei materiali da costruzione, che segnano un +7,4% grazie soprattutto alla domanda di materie prime proveniente dal distretto ceramico di Sassuolo. In totale, il comparto ha movimentato 3,4 milioni di tonnellate, consolidando il ruolo del porto come punto di approvvigionamento per la filiera produttiva regionale.

In controtendenza risulta invece il segmento crocieristico, che registra settantacinque scali nei primi dieci mesi dell’anno contro i settantanove dello stesso periodo del 2024. I passeggeri sono stati complessivamente 241mila, in calo dell’11,1%. Le autorità portuali ritengono che la flessione sia legata alla parziale rimodulazione delle rotte del turismo marittimo nel Mediterraneo orientale e all’impatto di alcune condizioni meteo sfavorevoli che hanno determinato cancellazioni.

Nel complesso, il porto di Ravenna continua a rafforzare la propria funzione strategica per la logistica del Nord Italia, sostenuto dall’andamento del settore agroalimentare e dallo sviluppo dei flussi energetici. L’andamento dei traffici nei prossimi mesi, sottolineano gli operatori, sarà influenzato dall’evoluzione dei mercati internazionali.

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