11 Gennaio 2026 | 23:28

Cerca

05 Dicembre 2025, 19:25

Sigarette illegali, in Ue persi 15 mld L’italia fa scuola su lotta e controlli

Secondo il rapporto Maciste, dell’Osservatorio Agromafie Sono 52 mld le sigarette illegali consumate nel ‘24 In Francia sono il 38% del totale. In Italia sfiorato il 2%

Un mercato illecito sempre più digitale, frammentato e difficile da intercettare. È l’immagine che emerge dal rapporto del Tavolo Maciste, promosso dalla Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare e presentato presso la sede di Coldiretti, nel corso del convegno «Crescita sostenibile e competitività del Made in Italy». Il documento descrive un sistema in profonda evoluzione, dove le tradizionali rotte del contrabbando si intrecciano con nuove modalità distributive.
Secondo i dati raccolti, nel 2024 sono state consumate in Europa 52 miliardi di sigarette illegali, per una perdita fiscale stimata di 14,9 miliardi di euro. Il fenomeno presenta forti differenze territoriali: in Francia il consumo irregolare sfiora il 38%, mentre nei Paesi Bassi l’aumento dei prezzi ha determinato una crescita di circa dieci punti percentuali in un solo anno. Parallelamente, cresce la presenza delle cosiddette white illicit provenienti dall’Europa orientale e vendute attraverso circuiti digitali che garantiscono anonimato e rapidità nelle transazioni.
L’Italia rappresenta, secondo il Tavolo Maciste, una best practice a livello europeo per la capacità di controllo sul tabacco combusto, con un’incidenza dell’1,8% del mercato. Le operazioni condotte dalle forze dell’ordine hanno portato alla scoperta di stabilimenti clandestini in Lazio, Piemonte e Lombardia, capaci di produrre milioni di sigarette al giorno destinate ai mercati esteri. Si tratta spesso di strutture organizzate con turni continuativi e manodopera irregolare.
Il settore delle sigarette elettroniche segna invece un rapido spostamento verso canali digitali, dove il presidio è più complesso. L’illecito in questo segmento riguarda circa un milione e mezzo di consumatori e un valore stimato di 1,2 miliardi di euro, pari al 5% del mercato nazionale. Per alcune categorie di prodotti, come le e-cig monouso, il tasso di irregolarità oscillerebbe tra il 40 e il 60%. «Le nuove modalità digitali di vendita rendono più difficile l’azione di controllo», ha spiegato il coordinatore del Tavolo, Carlo Ricozzi, già generale della Guardia di Finanza.
Secondo lo studio, il danno economico complessivo per l’Italia ammonta a 620 milioni di euro di imposte non riscosse e 540 milioni di fatturato sottratto alla filiera legale, con un impatto sull’occupazione stimato in 5.100 posti di lavoro. A questi aspetti si aggiungono i rischi per la salute derivanti da prodotti non sottoposti a controllo e l’impatto ambientale connesso allo scorretto smaltimento dei dispositivi elettronici.

Sigarette

Diversi marchi di sigarette

Un mercato illecito sempre più digitale, frammentato e difficile da intercettare. È l’immagine che emerge dal rapporto del Tavolo Maciste, promosso dalla Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare e presentato presso la sede di Coldiretti, nel corso del convegno «Crescita sostenibile e competitività del Made in Italy». Il documento descrive un sistema in profonda evoluzione, dove le tradizionali rotte del contrabbando si intrecciano con nuove modalità distributive.

Secondo i dati raccolti, nel 2024 sono state consumate in Europa 52 miliardi di sigarette illegali, per una perdita fiscale stimata di 14,9 miliardi di euro. Il fenomeno presenta forti differenze territoriali: in Francia il consumo irregolare sfiora il 38%, mentre nei Paesi Bassi l’aumento dei prezzi ha determinato una crescita di circa dieci punti percentuali in un solo anno. Parallelamente, cresce la presenza delle cosiddette white illicit provenienti dall’Europa orientale e vendute attraverso circuiti digitali che garantiscono anonimato e rapidità nelle transazioni.

L’Italia rappresenta, secondo il Tavolo Maciste, una best practice a livello europeo per la capacità di controllo sul tabacco combusto, con un’incidenza dell’1,8% del mercato. Le operazioni condotte dalle forze dell’ordine hanno portato alla scoperta di stabilimenti clandestini in Lazio, Piemonte e Lombardia, capaci di produrre milioni di sigarette al giorno destinate ai mercati esteri. Si tratta spesso di strutture organizzate con turni continuativi e manodopera irregolare.

Il settore delle sigarette elettroniche segna invece un rapido spostamento verso canali digitali, dove il presidio è più complesso. L’illecito in questo segmento riguarda circa un milione e mezzo di consumatori e un valore stimato di 1,2 miliardi di euro, pari al 5% del mercato nazionale. Per alcune categorie di prodotti, come le e-cig monouso, il tasso di irregolarità oscillerebbe tra il 40 e il 60%. «Le nuove modalità digitali di vendita rendono più difficile l’azione di controllo», ha spiegato il coordinatore del Tavolo, Carlo Ricozzi, già generale della Guardia di Finanza.

Secondo lo studio, il danno economico complessivo per l’Italia ammonta a 620 milioni di euro di imposte non riscosse e 540 milioni di fatturato sottratto alla filiera legale, con un impatto sull’occupazione stimato in 5.100 posti di lavoro. A questi aspetti si aggiungono i rischi per la salute derivanti da prodotti non sottoposti a controllo e l’impatto ambientale connesso allo scorretto smaltimento dei dispositivi elettronici.

Oggi su ItalyPost

logo USPI