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18 Dicembre 2025, 18:10

Agroalimentare

Grana Padano corre ai ripari sulla produzione. «Puntiamo a un +3%»

Il Consorzio frena dopo lo straordinario picco di produzione del ‘25 (+8%). Barni: «Basta con gli eccessi»

Grana Padano corre ai ripari sulla produzione. «Puntiamo a un +3%»

Stefano Berni, direttore generale Grana Padano

La produzione di Grana Padano è destinata ad aumentare anche nel 2026, ma con un ritmo più equilibrato rispetto ai picchi toccati nel 2025. È quanto emerso dall’assemblea generale del Consorzio di tutela, che ha approvato in via straordinaria un aggiornamento del piano produttivo vigente da oltre vent’anni. La decisione è motivata dall’esigenza di evitare eccessi come quelli registrati nell’anno in corso, quando la quantità di latte trasformato è cresciuta dell’8 per cento rispetto al 2024, raggiungendo oltre tre milioni di tonnellate.

Il direttore generale del Consorzio, Stefano Berni, ha descritto il nuovo piano come «un rallentatore delle esagerazioni», spiegando che si tratta di un intervento temporaneo per rafforzare la stabilità del comparto. «L’eccesso produttivo del 2025 è un fenomeno insolito, verificatosi solo nel 2005 — ha precisato Berni — e va gestito per evitare che si ripeta in modo così marcato nel 2026».

L’aumento della produzione è stato alimentato soprattutto dalla convenienza economica: la trasformazione del latte in Grana Padano si è confermata la destinazione più remunerativa, favorita anche dal basso prezzo del latte spot nella scorsa estate. Se il primo semestre del 2025 aveva rispettato le previsioni, il secondo le ha superate di quattro volte, determinando un eccesso di offerta che ha influito sui prezzi all’ingrosso e sui consumi.

Secondo il Consorzio, il temporaneo calo dei prezzi ha favorito le vendite, contribuendo a mantenere stabile la domanda, che rimane in linea con le tendenze previste e con una redditività superiore alle stime sulle entrate. «Il piano strategico del Consorzio continua a seguire gli obiettivi di crescita programmata delle quantità e mostra risultati migliori rispetto alle attese sul fatturato», ha aggiunto Berni.

Per il 2026, l’assemblea ha approvato un sistema di costi progressivi per le produzioni oltre quota, misura che dovrebbe disincentivare espansioni non coordinate. Alla base del piano resta la volontà di sostenere una «crescita intelligente», come ha detto il direttore generale, con un ritmo di incremento attorno al 3 per cento annuo, contro l’8 per cento dell’anno in corso. È stato inoltre confermato un incremento dell’1 per cento per i caseifici che ne faranno richiesta, in modo da assicurare margini di sviluppo senza ripetere gli squilibri precedenti.

I provvedimenti sono stati approvati con oltre il 90 per cento dei voti ponderati sulla produzione e l’88 per cento dei voti dei caseifici presenti. Il presidente del Consorzio, Renato Zaghini, ha sottolineato come le scelte condivise rappresentino «un segno di responsabilità da parte dei produttori, disposti ad accettare qualche rinuncia pur di garantire una crescita sostenibile».

Zaghini ha inoltre ricordato il ruolo del Consorzio come sponsor ufficiale dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina, iniziativa che si inserisce nelle attività di promozione del marchio sui mercati internazionali. Con una filiera che assorbe oltre l’85 per cento del latte nazionale da bovine alimentate con insilati, il Grana Padano si conferma il formaggio Dop più prodotto e consumato al mondo.

Colonna Dati: 2,18 mld valore della produzione ‘24, 208 mila tonnellate certificate nel ‘24, 3 mld tonnellate di latte trasformato

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