11 Gennaio 2026 | 23:29

Cerca

Ilaria Vesentini

05 Gennaio 2026, 17:45

Marche

Fondi Fesr, 8,9 milioni per rilanciare l’entroterra tra ricerca e sostenibilità

Fondi Fesr, 8,9 milioni per rilanciare l’entroterra tra ricerca e sostenibilità

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli (© Ansa)

La Regione Marche punta sull’innovazione sostenibile per contrastare lo spopolamento e rilanciare le aree interne, con uno stanziamento da 8,9 milioni di euro previsto nella proposta di riprogrammazione dei fondi Fesr 2021-2027, approvata dalla Giunta e ora attesa al vaglio del Consiglio regionale.
L’intervento si inserisce in un piano complessivo da 60 milioni di euro che ridefinisce la strategia di sviluppo regionale, orientandola verso la transizione tecnologica, la sostenibilità e il rafforzamento del sistema produttivo, all’interno di una nuova priorità strategica da 42,6 milioni per aumentare la resilienza del sistema industriale marchigiano e sviluppare le tecnologie strategiche europee, rafforzando la competitività delle imprese sui mercati internazionali.
Le risorse destinate all’entroterra sosterranno imprese e comunità locali nella riconversione verso settori a maggiore intensità tecnologica e innovativa, attraverso la collaborazione con le università marchigiane per l’attivazione di laboratori e centri di ricerca. Il focus sarà sulla valorizzazione di prodotti locali agricoli e forestali, anche in ambito farmaceutico e nutraceutico, con l’obiettivo di generare occupazione qualificata e rafforzare la presenza stabile delle comunità nei territori più fragili.
«Con questo intervento – spiega l’assessore alle Attività produttive e Politiche comunitarie Giacomo Bugaro – le aree interne diventano ancora di più una priorità strategica dell’azione regionale. Investiamo su ricerca, innovazione e competenze per offrire nuove opportunità di sviluppo e generare lavoro di qualità».
Accanto all’asse economico, la Regione assegna un ruolo centrale alla transizione ambientale, con investimenti mirati a incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili, il potenziamento della rete di ricarica per i bus elettrici del trasporto pubblico e il completamento di nuovi impianti di depurazione delle acque reflue, essenziali per uscire dalle procedure di infrazione europee e tutelare la qualità dei fiumi.
L’operazione interessa il 10,36% della dotazione complessiva del Programma Fesr regionale e potrà contare su un’estensione dei tempi per la certificazione della spesa: la scadenza è posticipata al 31 dicembre 2030, grazie alla maggiore flessibilità introdotta dalle nuove norme europee. Una finestra temporale utile per massimizzare l’efficacia degli interventi e ridurre il rischio di disimpegno dei fondi.
Dopo un 2025 piuttosto fragile per l’economia marchigiana, con export e investimenti in calo a fronte di produzione e consumi quasi fermi, le attese degli imprenditori per il primo semestre 2026 mostrano un saldo negativo ma in miglioramento e segnali positivi legati all’introduzione della Zona Economica Speciale (Zes) come leva per investimenti.

Oggi su ItalyPost

logo USPI