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A. C.

06 Gennaio 2026, 19:51

Immobiliare

In vendita Ca’ Dario. Il palazzo di Venezia e la sua “maledizione”

In vendita Ca’ Dario. Il palazzo di Venezia e la sua “maledizione”

Torna in vendita uno dei luoghi più enigmatici di Venezia. Ca’ Dario, il celebre palazzo affacciato sul Canal Grande, riappare sul mercato attraverso Christie’s International Real Estate, avvolto da quell’aura di fascino e superstizione che da secoli lo accompagna. Il prezzo non è stato reso pubblico, ma in passato si parlò di una valutazione intorno ai 18 milioni di euro.

Costruito alla fine del Quattrocento dal diplomatico Giovanni Dario su progetto di Pietro Lombardo, l’edificio è considerato un capolavoro dell’architettura veneziana e, insieme, un simbolo di mistero. La facciata in marmi policromi e motivi orientaleggianti riflette il gusto cosmopolita del suo proprietario, mentre sul retro restano tracce gotiche che ne accentuano la complessità stilistica. All’interno, scalinate monumentali, camini e lampadari di Murano raccontano lo splendore rinascimentale, mantenuto da un restauro recente che ne ha preservato il carattere originario.

La residenza del XV sec
in vendita al prezzo
di circa 18 milioni.
Secoli di tragedie,
tra morti e rovine,
non spaventano
gli acquirenti

La fama oscura del palazzo risale ai primi proprietari: Vincenzo Barbaro, marito della figlia di Dario, rovinato e assassinato; la moglie suicida; il figlio ucciso in Grecia. Nei secoli si susseguirono altre morti e rovine economiche, fino alle più recenti: il produttore musicale Kit Lambert, il bassista dei The Who John Entwistle, e infine Raul Gardini, che acquistò Ca’ Dario poco prima della sua morte. I trascorsi non sembrano spaventare i potenziali acquirenti. Come spiega l’intermediario di Christie’s, «la sua storia è parte del fascino che lo rende unico al mondo».

Situato tra la Chiesa della Salute e la Collezione Peggy Guggenheim, il palazzo unisce riservatezza e spettacolarità. Accessibile sia dal Canal Grande sia da un giardino privato, è da secoli musa di artisti e scrittori: Ruskin ne studiò la struttura, Monet lo dipinse nel 1908, Henry James lo definì “un castello di carte sospeso nel tempo”. Ora, tornato sul mercato, Ca’ Dario rinnova il suo sortilegio: un frammento di Venezia dove la bellezza si fonde con la sua “maledizione”.

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