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G.B.

08 Gennaio 2026, 15:52

La ricorrenza

Unoaerre, 40 milioni di fedi prodotte. E un secolo di industria dell’oro

Unoaerre, 40 milioni di fedi prodotte. E un secolo di industria dell’oro

Maria Cristina Squarcialupi, presidente Unoaerre (ANSA/ALESSANDRO FALSETTI)

Siamo a inizio gennaio 2026. L’oro quota intorno a 118 euro al grammo, con un rincaro su base annua di poco superiore al 40%. E in questa congiuntura favorevole, almeno per il festeggiato, Aerre compie 100 anni. Fondata il 15 marzo del 1926 per volontà di Carlo Zucchi e Leopoldo Gori, «pionieri – si spiega – che introdussero per primi una visione industriale nella produzione orafa». Da quella intuizione nacque la prima grande manifattura orafa italiana, ad Arezzo, oggi conosciuta come Unoaerre, passata nel 2012 sotto il controllo di Sergio Squarcialupi e guidata oggi dai figli: Maria Cristina Squarcialupi, presidente, e Andrea Squarcialupi, consigliere.
I numeri raccontano la scala di un’industria che ha attraversato un secolo senza perdere continuità o, a volte, recuperandola. Sono a tre cifre come gli anni compiuti anche i modelli prodotti nelle varie collezioni e, solo sul fronte delle fedi, si contano circa 40 milioni di pezzi realizzati in cent’anni, una media di 300 mila l’anno. Unoaerre è stata anche tra le prime aziende del settore a introdurre la microfusione, a metà Novecento, e ad avviare collaborazioni con grandi marchi internazionali: da Disney negli anni Cinquanta a Warner Bros, Fiorucci e Alessi.
La storia recente di Unoaerre passa anche da una crisi profonda. Nel 2011 l’azienda orafa aretina finisce in amministrazione straordinaria, schiacciata da debiti, crollo della domanda e tensioni sull’occupazione. L’ingresso di Sergio Squarcialupi nel 2012 segna il recupero citato: salvataggio industriale e un messaggio chiaro ai lavoratori, allora come oggi, che  «senza impresa non c’è territorio che tenga». Un passaggio che ha trasformato una crisi sistemica in un caso di ristrutturazione riuscita.
Oggi il gruppo di Più di ieri meno di domani distribuisce in 40 Paesi, con filiali dirette in Francia e Giappone. ha chiuso il 2024 con vendite per 282,6 milioni di euro, più 7% rispetto ai 264,2 milioni del 2023. Ancora più netto il salto dell’utile, che passa da 7,32 a 14,87 milioni di euro, più che raddoppiato in dodici mesi. «Abbiamo saputo trasformare le sfide in opportunità, mantenendo salda la capacità di anticipare le direzioni del mercato. Il nostro centenario è un ponte verso il futuro», spiega Maria Cristina Squarcialupi.

Nel duemiladieci Unoaerre 

scivolava verso il collasso, 

schiacciata da debiti e mercato fermo. 

Il (re)ingresso dell’imprenditore aretino 

Squarcialupi nel 2012 segna la svolta: 

i primi tre mesi si aprirono 

con una crescita del 20% 


I progetti guardano infatti a tracciabilità e sostenibilità, con investimenti in processi avanzati, leghe a ridotto impatto ambientale e formazione interna. Un futuro che poggia su un secolo di tradizione, oggi custodita anche nel museo aziendale, dove la memoria produttiva di Unoaerre continua a dialogare con l’industria che verrà.

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