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08 Gennaio 2026, 15:45

La vicenda

Cambi d’appalto e trasferimenti. Scioperano in tutta Italia i settemila operatori dei call center di Enel

Cambi d’appalto e trasferimenti. Scioperano in tutta Italia i settemila operatori dei call center di Enel

Operatori di call center (Ufficio Imagoeconomica)

Se avete un problema con le bollette di luce e gas, oggi i telefoni dei call center potrebbero squillare a vuoto. I circa settemila dipendenti che rispondono al servizio di assistenza clienti di Enel, Enel X e E-distribuzione hanno proclamato una giornata di sciopero, con presidi in tutta Italia. Compreso un sit-in in Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel.
A incrociare le braccia sono i lavoratori assunti in questi anni da una decine di aziende che hanno preso in appalto il servizio customer care in numerose province italiane: da Torino a Catania, passando per Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo.
Con gli ultimi bandi di gara del gigante dell’energia, alcune commesse sono passate in mano a nuove aziende che non garantirebbero più gli stessi livelli occupazionali né le sedi di lavoro.
Secondo i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, il rischio quindi è che migliaia di lavoratori potrebbero trovarsi a doversi trasferire a centinaia di chilometri di distanza pur di mantenere il posto di lavoro, nonostante il contratto nazionale appena rinnovato preveda invece il mantenimento della sede nello stesso territorio in caso di cambio d’appalto.
I sindacalisti hanno riferito che alcune delle aziende subentranti negli appalti delle commesse “back-office e quality” di Enel avrebbero già proposto ai lavoratori «trasferimenti forzati a centinaia di chilometri, talvolta fuori regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro». Proposte inaccettabili per i sindacati, che denunciano ora «il tentativo di eludere la clausola sociale» e che per questo hanno proclamato lo sciopero.
Nelle gare “back-office e quality” gli operatori coinvolti sono circa 1.500, di cui oltre 500 rischiano di essere trasferiti in altre sedi. Stessa situazione per le attività di Enel X, dove 40 persone potrebbero essere trasferite a circa 500 chilometri. Discorso a parte a Catania, dove il mancato rinnovo dell’appalto da parte di Enel Energia a Mics ha portato alla perdita di un centinaio di posti di lavoro.
«Enel sta minando alle fondamenta di un impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40mila addetti, in oltre 400 cambi di appalto», proseguono le sigle sindacali. Che fanno appello ancora una volta alle istituzioni perché intervengano nei confronti di Enel (che ha nel proprio azionariato importanti enti pubblici) perché garantisca la piena applicazione della clausola sociale. Il rischio, dicono, è che ti torni alla «stagione buia del passato» quando ogni cambio di appalto nei call center generava licenziamenti collettivi e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.

Lavoratori in esubero

con il cambio di appalto

costretti a spostarsi

in altre regioni

I sindacati in presidio

davanti alla sede Enel

Appello alle istituzioni

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