12 Gennaio 2026 | 03:23

Cerca

08 Gennaio 2026, 19:04

Gelate in agricoltura

Benvenuto gelo polare: aiuta la salute di piante ed economia

Fedagripesca Toscana smorza gli allarmi per neve e freddo: ottimi antiparassitari per ulivi e seminativi

Benvenuto gelo polare: aiuta la salute di piante ed economia

Campo agricolo innevato (Shutterstock)

Minime sottozero in pianura e picchi di -20°C in montagna: l’ondata di freddo che ha investito l’Italia in questi giorni riporta il Paese in un inverno pieno, con gelate diffuse in gran parte del Centro-Nord. Ma mentre si susseguono allerte meteo e disagi, dal mondo agricolo arriva una lettura controcorrente: «Quando temperature rigide e neve arrivano nel momento giusto dell’anno, senza eccessi e senza gelate tardive, il freddo rappresenta un elemento positivo per l’agricoltura e può diventare una vera e propria risorsa per le nostre produzioni», afferma Fedagripesca Toscana, la federazione delle cooperative agricole e della pesca di Confcooperative.

Il gelo, se stabile e stagionale, agisce infatti come un regolatore naturale degli equilibri biologici. «Una delle conseguenze positive più rilevanti – prosegue Fedagripesca – riguarda il contenimento della mosca dell’olio, che negli ultimi anni ha inciso in modo significativo sia sulla quantità sia sulla qualità delle produzioni. L’ultima annata lo ha dimostrato chiaramente: calo produttivo e problemi sulla qualità dell’olio anche a causa dell’elevata presenza del parassita». Una coltura strategica, l’olivo, per la Toscana, che eccelle nelle produzioni alto di gamma, ma che negli ultimi decenni ha visto l’olivicoltura perdere quote importanti in termini di superfici (-40% nell’area fiorentina dagli anni Ottanta a oggi) anche per gli effetti negativi legati al clima mite e all’invasività dei parassiti.

Anche Coldiretti Toscana conferma l’utilità dell’inverno rigido: «La neve caduta in abbondanza su gran parte della Toscana regalandoci paesaggi da cartolina aiuterà le colture, viti, olivi, cereali ed anche gli alberi da frutto, ad affrontare meglio i mesi futuri contrastando in maniera naturale la presenza di patogeni e parassiti nocivi». Un’inversione di tendenza salutata con favore dopo anni di inverni miti, fioriture anticipate e danni da gelate tardive.

«Benvenuta la neve sia per i vigneti sia per i seminativi», sottolinea Ritano Baragli, presidente della Cantina Sociale Colli Fiorentini e vicepresidente Fedagripesca Toscana. «Per noi freddo e temperature basse sono molto utili, sono gli eccessi che non vanno. Un manto di 20 centimetri di neve, come abbiamo ora in pianura nel centro della Toscana, rappresenta anche una scorta preziosa di acqua per le falde, che penetra lentamente nel terreno. Il problema si porrebbe se, come nel 1985, si scendesse a -24 gradi, perché si seccherebbero olivi e piante perenni, ma le previsioni ci dicono che la neve virerà presto in pioggia».

Discorso diverso si pone per aree come il Grossetano con una specializzazione orticola, dove colture invernali come cavolfiore, finocchi e sedani possono subire danni se sono in campo aperto sotto pesanti nevicate.

Voci fuori dal coro per ricordare a chi si lamenta delle strade ghiacciate, che il freddo – quando arriva nella stagione giusta – è un alleato prezioso per le attività agroalimentari, che rappresentano il 15% del nostro Pil.

Oggi su ItalyPost

logo USPI