I trasporti
Aeroporti toscani, 2025 da record. Ryanair valuta investimenti a Forlì
Oltre 9,8 mln di passeggeri, +8,4% sul ‘24. Firenze cresce con gli internazionali, Pisa si consolida con i low cost. Abolita la tassa sugli scali minori, “vola” lo scalo romagnolo
La pista dell'aeroporto di Firenze (Paolo Lo Debole, Imagoeconomica)
Il 2025 ha fatto segnare nuovi record per il sistema aeroportuale toscano, consolidando Firenze e Pisa come hub strategici per l’economia regionale e per i flussi turistici, nazionali e internazionali. Con 9,8 milioni di passeggeri, il sistema Toscana Aeroporti ha registrato una crescita dell’8,4% rispetto all’anno precedente, spinta dall’aumento dell’8,8% dei voli internazionali e del 7,4% del traffico domestico. Ogni mese dell’anno ha battuto un nuovo record, con tre mesi consecutivi oltre il milione di passeggeri e un picco nel trimestre estivo. Mentre dicembre da solo ha toccato quota 610 mila viaggiatori – l’8,8% in più rispetto al 2024 – stabilendo il nuovo massimo storico per l’ultimo mese dell’anno.

9,8 mln i passeggeri nel 2025
+8,8% aumento dei voli internazionali
+7,4% aumento dei voli domestici
610 mila passeggeri solo a dicembre
Firenze: business e leisure in primo piano
Lo scalo Amerigo Vespucci di Firenze ha chiuso l’anno con 3,8 milioni di passeggeri (+9,4%), confermandosi polo privilegiato per il traffico business e leisure, con collegamenti full service verso i principali hub europei. La componente internazionale cresce del 12,2%, arrivando a rappresentare l’87,2% del totale, mentre il traffico domestico cala del 6,4%, a indicare un progressivo spostamento verso i flussi esteri. Dicembre ha visto 237 mila passeggeri (+7,7%), con un giorno record il 7 settembre a 15.149 viaggiatori. Firenze conferma la propria vocazione strategica: un aeroporto orientato al mondo, dove il business si intreccia al turismo di qualità.
Pisa: la porta della Toscana per low cost e cargo
Il Galileo Galilei di Pisa ha sfiorato i 6 milioni di passeggeri (+7,8%), registrando record mensili da febbraio a dicembre. Il traffico internazionale rappresenta il 74,7% del totale, in crescita del 6,3%, mentre quello nazionale segna un +12,8%, rafforzando il ruolo dello scalo come principale porta d’accesso turistica alla regione. Il segmento merci e posta, con oltre 12.400 tonnellate movimentate, rimane stabile, dimostrando come Pisa combini turismo e logistica in modo equilibrato. Lo scalo si conferma piattaforma ideale per vettori low cost, voli cargo e collegamenti intercontinentali, intercettando sia flussi ad alto valore sia turismo sensibile al prezzo.
Strategia e visione: creare valore dai volumi
Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti, ha sottolineato come i 9,8 milioni di passeggeri rappresentino «la dimostrazione più evidente della vitalità e della centralità strategica del Sistema Aeroportuale Toscano». La crescita diffusa tra i due scali conferma la «visione industriale» del gruppo, che nel 2026 punta a trasformare i volumi in valore strutturale attraverso investimenti infrastrutturali, dall’ampliamento del terminal di Pisa al masterplan di Firenze, supportati da esiti positivi degli iter autorizzativi come la Via-Vas sul Vespucci.
La complementarità dei due scali
La struttura industriale di Toscana Aeroporti nasce nel 2015 dalla fusione tra Aeroporto di Firenze e Società Aeroporto Toscano, combinando la specializzazione del Vespucci sul traffico business e hub con la vocazione del Galilei al turismo low cost, ai voli cargo e alle rotte intercontinentali. Il sistema aeroportuale regionale si conferma tra i più rilevanti a livello nazionale, motore di sviluppo per una delle aree più riconosciute sui mercati turistici internazionali. La dinamica del 2025 rafforza la complementarità dei due scali, capaci di intercettare sia flussi di alto valore sia turismo sensibile al prezzo.
Romagna: Forlì apre nuove rotte
In Emilia-Romagna, Ryanair valuta investimenti sul Ridolfi di Forlì, stimolata dalla politica fiscale e dalle potenzialità di traffico low cost. L’assessore al Turismo di Forlì, Kevin Bravi, ha evidenziato come l’aumento dei posti e l’attivazione di nuove tratte possano generare «forti opportunità di crescita per il segmento ricettivo di Forlì e di tutta la Romagna». Le entrate dell’imposta di soggiorno, passate da 243.000 euro nel 2024 a 240.000 euro già al 30 settembre 2025, confermano l’attrattività crescente della città.
Il Comune di Forlì, in particolare, ha rafforzato il suo appeal con grandi eventi e servizi: inaugurata una nuova welcome room ai Musei San Domenico, ampliata l’ala espositiva e lanciata l’app «Scopri Forlì» per facilitare la fruizione del patrimonio culturale. La rassegna storica «Forlì Rocca Experience» entra in un calendario in espansione, creando un ecosistema fertile per il turismo e le infrastrutture aeroportuali.
L’abolizione della council tax apre nuove rotte
A cambiare le carte in tavola per lo sviluppo dei voli su Forlì potrebbe essere il quadro fiscale dell’Emilia-Romagna. E l’abolizione della tassa regionale sugli scali minori di fine dicembre 2025 rappresenta un incentivo concreto: riduce i costi per le compagnie e apre la strada a nuove rotte a corto e medio raggio. Così, per gli operatori low cost, gli aeroporti periferici smettono di essere punti marginali e si trasformano in potenziali hub point-to-point, aumentando l’attrattiva della regione per i flussi turistici in ingresso.
Non tutti però guardano a questa misura con lo stesso ottimismo. L’aeroporto Marconi di Bologna, per esempio, mantiene una posizione cauta: il rischio è che incentivi concentrati su alcuni scali finiscano solo per ridistribuire il traffico anziché espandere il mercato complessivo, mettendo pressione sui margini dei vettori e sulla sostenibilità degli investimenti infrastrutturali.
Bologna non è d’accordo, ma continua a crescere
L’aeroporto Marconi ha chiuso il 2025 superando ogni record storico, con oltre 11 milioni di passeggeri. Con un impatto stimato di circa un miliardo di euro sul Pil regionale e 21mila posti di lavoro generati, il Marconi resta il vero motore dell’Emilia-Romagna, ma il boom di traffico solleva anche sfide significative: congestione, pressione sulla comunità locale e interrogativi sulla sostenibilità di investire massicciamente in un hub che cresce molto più velocemente dei piccoli scali vicini.

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